La moda ha un problema con le parole perché le inventa, ricicla, svuota e ricarica di significati nuovi senza avvisare nessuno. Apri un articolo di tendenze e trovi balletcore, blokecore, indie sleaze, mob wife, quiet luxury, e nessuno si ferma a spiegarti niente. Si dà per scontato che tu sappia oppure si dà per scontato che tu non capisca e va bene così. Questo glossario di moda è il mio tentativo di mettere ordine. Al momento ha un centinaio di voci divise per categorie tematiche e ordinate alfabeticamente con definizioni scritte come parlerei ad un’amica davanti a un caffè mentre mi chiede “ma cosa vuol dire davvero?“. Niente linguaggio da comunicato stampa, niente paragrafi gonfiati, niente termini usati per sembrare colti. Semplice. Punto.
Lo aggiorno periodicamente perché la moda corre, le parole pure quindi di tanto in tanto dagli un occhio.

Glossario moda dell’anatomia dei capi
Collo a lupetto (mock neck)
Collo alto ma non ripiegato aderente alla base del collo. Più asciutto del dolcevita tradizionale e meno impegnativo da portare.
Dolcevita (turtleneck)
Collo alto e ripiegato aderente. Capo cardine dell’inverno declinato in mille materiali e spessori.
Girocollo
Girocollo classico, rotondo e aderente alla base del collo. Termine usato soprattutto per t-shirt e felpe.
Maniche a sbuffo
Maniche arricciate e ampie in cima di volume variabile. Periodicamente tornano e periodicamente diventano insostenibili.
Maniche raglan
Maniche tagliate in un unico pezzo che va dal collo all’ascella senza cucitura sulla spalla. Tipiche delle felpe sportive.
Maniche kimono
Maniche tagliate insieme al corpo del capo senza cucitura di giuntura. Disegnano una silhouette fluida.
Peplum
Balza in vita applicata a top, giacche o abiti. Crea volume sui fianchi e definisce la vita. Periodicamente esce e rientra dalle tendenze.
Revers
I risvolti della giacca sul petto. Esistono in diverse forme (a lancia, a uno scialle, a punta) e ogni forma comunica un livello di formalità diverso.
Scollo a V
Scollatura a forma di V. Allunga visivamente il collo e slancia la figura. Profondità variabile che cambia completamente la lettura del capo.
Scollo a barchetta (bateau)
Scollatura larga e orizzontale da spalla a spalla. Tipica del prêt-à-porter francese anni Cinquanta e iconica su Audrey Hepburn.
Scollo Cubano
Collo aperto della camicia che si distende a triangolo sul petto. Tipico delle camicie estive cubane e americane anni Cinquanta.
Spacco
Apertura verticale in un capo, di solito gonna o abito. Funzionale (libertà di movimento) ed estetico (rivela una porzione di gamba).
Spalla insellata
Lavorazione sartoriale, tipica della scuola napoletana, in cui la manica viene cucita alla giacca creando un piccolo arricciamento nella parte alta del giromanica. Il risultato è una spalla morbida, dall’aspetto naturale, in cui la manica sembra appoggiarsi sulla spalla anziché essere costruita sopra di essa. Opposta concettualmente alla spalla strutturata con spallina rigida.
Spalla scesa o caduta (drop shoulder)
Costruzione in cui la cucitura del giromanica scende lungo il braccio invece di seguire la linea naturale della spalla. Tipica del taglio oversize e dello streetwear dà al capo una silhouette rilassata e voluminosa.
Glossario moda delle estetiche e correnti stilistiche
Athleisure
Capi sportivi indossati fuori dal contesto sportivo. Leggings con blazer, sneakers con tailleur, felpe con gonne. Nato a metà degli anni Duemila è diventato un’estetica autonoma quando ha smesso di essere un compromesso e ha iniziato ad essere una scelta.
Avant-garde
L’ala sperimentale della moda. Capi che mettono in discussione la forma stessa del vestito con proporzioni esagerate, costruzioni decostruite e materiali inusuali. Pensa a Comme des Garçons, Maison Margiela e Rick Owens. Non è “strano per essere strano”, è ricerca formale.
Balletcore
Estetica ispirata al mondo della danza classica. Body, gonne in tulle, ballerine, scaldamuscoli, fiocchi, palette rosa cipria e bianco. Esplosa nel 2022-2023 intreccia femminilità performativa e nostalgia dell’infanzia.
Blokecore
Estetica nata su TikTok intorno al 2022 ispirata all’uniforme del tifoso di calcio inglese anni Novanta. Maglie da calcio vintage, jeans larghi, sneakers Samba o Gazelle e giacca a vento.
Boho
Abbreviazione di bohémien. Estetica nomade-romantica fatta di abiti lunghi, ricami, frange, stivaletti, accessori etnici. Esplosa a metà anni Duemila grazie a Sienna Miller e Mary-Kate Olsen.
Coastal Grandmother
Estetica nata su TikTok nel 2022 ispirata alle protagoniste dei film di Nancy Meyers. Lino bianco, cappelli di paglia, cucine luminose e romanzi di Joan Didion. Non è età anagrafica, è uno stato dell’anima.
Cottagecore
Estetica della vita rurale idealizzata. Abiti a fiori, grembiuli, cestini di vimini e pane fatto in casa. Esplosa durante la pandemia COVID come fantasia di fuga.
Dark Academia
Estetica che fonde immaginario dei college anglosassoni, letteratura gotica, biblioteche con lampade verdi e tweed. Maglioni a trecce, gonne plissé e cappotti color cammello. Nostalgia per un’epoca che non è mai esistita davvero.
Dopamine Dressing
Il vestirsi per stare meglio. L’idea che indossare colori vivaci e capi gioiosi abbia un effetto misurabile sull’umore. Non è una scusa per il guardaroba sgargiante, è una strategia quotidiana.
E-girl / E-boy
Estetica nata sulle piattaforme social tra il 2018 e il 2020. Capelli colorati a ciocche, eyeliner deciso, catene, t-shirt a maniche lunghe sotto magliette a manica corta e smalto nero. Codice estetico digitale prima ancora che vestito.
Gorpcore
Abbigliamento outdoor tecnico portato in città. Giacche da trekking, scarpe da approccio, zaini tecnici. Il nome deriva da GORP che è l’acronimo della miscela di frutta secca delle escursioni.
Grunge
Estetica nata nei primi anni Novanta sulla scia della scena musicale di Seattle. Camicie a quadri, jeans strappati, anfibi e capi presi in prestito. Ciclicamente torna, ciclicamente viene riscritta.
Indie Sleaze
Estetica della scena indie-rock anni 2007-2012. Flash diretto in faccia, smokey eye sbavato, leggings, American Apparel e party fotografati male. Tornata in auge intorno al 2022 come reazione all’estetica pulitissima dell’era Instagram.
Massimalismo (Maximalism)
L’opposto del minimal. Stampe sovrapposte, colori che si scontrano e accessori in abbondanza. “Troppo” come punto di partenza. Non è disordine, è una scelta precisa di pienezza.
Minimal
Estetica della sottrazione. Linee pulite, palette ridotta, niente decorazioni superflue. Spesso confuso con “vestirsi di beige” il minimalismo vero è una disciplina formale.
Mob Wife
Estetica esplosa nell’inverno 2024. Pellicce massicce, oro pesante, occhiali da sole grandi, unghie laccate e rossetto deciso. Risposta opposta e simmetrica al quiet luxury.
Normcore
Estetica nata nel 2014 che eleva il banale a scelta consapevole. Jeans neutri, t-shirt bianca e sneakers anonime. L’idea provocatoria di vestirsi per non essere notati come forma raffinata di distinzione.
Old Money
L’estetica del lusso silenzioso. Cashmere, tweed, polo, mocassini e niente loghi visibili. La ricchezza non si urla ma si lascia intuire dai tessuti e dal taglio.
Power Dressing
Il vestirsi per affermare autorità. Spalle costruite, tailleur, materiali rigidi e palette neutra ma decisa. Nato negli anni Ottanta come uniforme delle donne in carriera.
Preppy
Estetica ispirata all’abbigliamento dei college dell’Ivy League americana. Polo, gonne plissé, mocassini, blazer con stemma e camicie button-down.
Per approfondire leggi: “Stile preppy: l’eleganza casual che non passa mai di moda“.
Quiet Luxury
Lusso senza segnali esterni. Capi costosissimi senza loghi visibili, qualità riconoscibile solo a un occhio allenato. Esploso intorno al 2022-2023 sulla scia di Succession.
Scopri di più leggendo: “Quiet luxuty: lo stile silenzioso di un’eleganza che parla a bassa voce“.
Sleaze
Estetica vicina all’indie sleaze ma più trasversale. Capi che giocano sul confine tra trasandato e desiderabile, sensualità non patinata e riferimenti agli anni Duemila più sporchi.
Streetwear
Stile nato dalla strada, dalla cultura skate, hip hop e sportiva. Felpe, sneakers, cappellini e t-shirt grafiche. Dagli anni Duemila è entrato nel lusso contaminando l’alta moda in modo irreversibile.
Twee
Estetica della dolcezza un po’ impacciata ispirata ai personaggi femminili dei film indie americani di fine anni Duemila. Vestitini con colletto, cardigan, fermagli, ballerine e frangia.
Y2K
Estetica ispirata all’immaginario del passaggio al Duemila. Pantaloni a vita bassissima, top minuscoli, accessori cromati, palette argento e rosa shocking. Tornata prepotentemente intorno al 2020.
! Per approfondire ulteriormente questa sezione del glossario di moda ti rimando alla guida completa con tutti gli stili di moda.
Glossario moda di capi e silhouette
Basici (basics)
I capi fondamentali del guardaroba. T-shirt bianca, jeans, camicia oxford, blazer nero e trench. L’ossatura su cui si costruisce qualsiasi outfit.
Bermuda
Pantaloncini al ginocchio originariamente parte dell’uniforme coloniale britannica. Tornati ciclicamente di solito in fase di anti-shorts.
Body
Capo monopezzo che copre il busto e si chiude tra le gambe. Indossato come top garantisce una linea pulita senza arricciature in vita.
Capri
Pantaloni che arrivano a metà polpaccio e prendono il nome dall’isola italiana omonima. Iconici negli anni Cinquanta e ciclicamente riproposti.
Cargo
Pantaloni di origine militare con tasche laterali grandi. Negli anni Duemila sono stati simbolo di funzionalità urbana e oggi sono rientrati prepotentemente.
Cropped
Tagliato corto. Si dice di pantaloni, top, giacche e maglioni. Crea una proporzione precisa che rivela una porzione di corpo e modifica la silhouette.
Culotte
Pantalone ampio che termina sotto il ginocchio o a metà polpaccio. Diverso dai capri per ampiezza e caduta.
Mini, midi, maxi
Tre lunghezze fondamentali per abiti e gonne. Mini sopra il ginocchio, midi tra ginocchio e caviglia, maxi fino alla caviglia o oltre. La scelta della lunghezza cambia completamente la lettura di un look.
Oversize
Un capo dalle dimensioni volutamente maggiori rispetto al corpo. Non è “una taglia sbagliata”, è una proporzione cercata. Attenzione però perché oversize non vuol dire che nasconde i difetti o smagrisce a prescindere, se non è ben calibrato l’effetto è opposto.
Pantalone palazzo
Pantalone molto ampio dalla vita ai piedi ispirato agli anni Settanta. Allunga visivamente la figura e richiede equilibrio nel resto dell’outfit.
Pencil skirt (gonna a tubino)
Gonna a tubino aderente fino al ginocchio. Capo cardine del guardaroba da ufficio e del power dressing.
Slip dress
Abito sottoveste in raso o seta e con spalline sottili. Anni Novanta puri tornato come capo trasversale tra giorno e sera.
Trench
Cappotto impermeabile in gabardine di origine militare. Burberry ne è il nome più associato. Capo che attraversa decenni senza invecchiare.
Wide leg
Pantalone dalla gamba ampia. Diverso da quello a palazzo perché spesso è meno fluido e più strutturato.
Glossario moda di tessuti e materiali
Cashmere (cachemire)
Fibra ricavata dal vello della capra Hircus. Morbidezza e leggerezza eccezionali dal prezzo alto. Si valuta in base alla lunghezza della fibra, più lunga è più pregiata.
Denim
Tessuto in cotone twill usato per i jeans. Nato come tessuto da lavoro nell’Ottocento è diventato il tessuto più universale della moda contemporanea.
Gabardine
Tessuto in lana, cotone o lana e seta dalla trama diagonale fitta. Resistente e impermeabile è il tessuto storico del trench.
Jacquard
Tecnica di tessitura che permette di realizzare tessuti con motivi complessi intessuti direttamente nella trama. Prende il nome dall’inventore del telaio omonimo.
Lino
Fibra vegetale ricavata dalla pianta di lino. Traspirante e fresco si stropiccia con disinvoltura. Tessuto principe dell’estate.
Lurex
Filato metallizzato che dà brillantezza al tessuto. Usato per accenti glamour da dosare con cura.
Mohair
Fibra ricavata dal vello della capra d’Angora. Lunga e lucida con quell’effetto “peloso” inconfondibile.
Organza
Tessuto rigido e trasparente di seta o sintetico. Usato per abiti da sera e dettagli scultorei.
Seta
Fibra naturale prodotta dal baco da seta. Ne esistono diversi tipi come shantung, raso, crepe e mikado. Ognuno ha caduta e luminosità diverse.
Tweed
Tessuto di lana ruvido di origine scozzese e irlandese. Iconico per le giacche Chanel è il tessuto che ha definito un’intera estetica.
Velluto
Tessuto a pelo corto e fitto con superficie morbida e riflettente. Vellutino, devoré, ciselé sono varianti specifiche.
! Per il glossario moda su stampe e pattern trovi tutto nell’articolo dedicato “Guida completa alle fantasie di tessuti“.
Glossario moda di lavorazioni e dettagli
Bouclé
Tessuto dalla superficie a piccoli ricci ottenuto con filati irregolari. Tipico delle giacche Chanel.
Drappeggio (drape)
La caduta del tessuto sul corpo. Un capo “ben drappeggiato” è costruito perché la stoffa fluisca in un certo modo. Qualità difficile da valutare in foto ma evidente dal vivo.
Pinces
Pieghe cucite sul tessuto per modellare il capo aderendolo al corpo. Tipiche di pantaloni e giacche sartoriali.
Plissé
Tessuto pieghettato in modo permanente. Tecnica iconica di Issey Miyake ma usata da secoli nella moda.
Ricamo
Decorazione realizzata con ago e filo manualmente o a macchina. Esistono scuole con tradizioni secolari (Lesage per Chanel è la più nota).
Sartoriale (tailoring)
L’arte sartoriale, soprattutto applicata al capo strutturato. Un buon capo sartoriale si riconosce dalle spalle, dal cavallo dei pantaloni e dalla caduta delle maniche. Il livello più difficile della moda.
Glossario moda degli accessori
Baguette
Borsa stretta e lunga da portare sotto il braccio. Resa iconica da Fendi alla fine degli anni Novanta, tornata negli anni Duemila.
It-bag
La borsa-status di una stagione. Quella che riconosci a colpo d’occhio. La Fendi Baguette, la Dior Saddle, la Bottega Veneta Jodie, ecc. Le It-bag invecchiano e poi tornano.
Mary Jane
Scarpa chiusa con cinturino sul collo del piede originariamente da bambina. Da decenni è uno dei capisaldi della moda femminile adulta.
Mocassino (loafer)
Scarpa bassa senza lacci di origine norvegese-americana. Penny loafer, tassel loafer, horsebit loafer sono le varianti più note.
Mule
Scarpa aperta sul tallone. Esiste in mille varianti come piatta, con tacco, chiusa in punta e aperta.
Slingback
Scarpa con tallone scoperto e cinturino. Diversa dalla mule perché ha il cinturino dietro e diversa dalla décolleté perché è aperta.
Statement bag / statement piece
Il pezzo forte di un outfit, quello che cattura l’attenzione e attorno a cui si costruisce il resto. Regola non scritta: uno per look, non tre.
Glossario moda di settore e business
Atelier
Lo studio-laboratorio di uno stilista o di una maison. Termine francese che mantiene un’aura di artigianalità anche quando l’atelier è ormai una struttura industriale.
Capsule collection
Collezione limitata, di solito a tema o frutto di una collaborazione, separata dalle collezioni principali.
Collab (collaborazione)
Progetto co-firmato da due brand o da un brand e un personaggio. Strumento di marketing che genera urgenza e amplia il pubblico di entrambi. La Louis Vuitton x Supreme del 2017 ha definito il modello contemporaneo.
Couture (haute couture)
L’alta moda sartoriale regolata in Francia da una camera sindacale che assegna il titolo solo a poche maison. Capi unici realizzati su misura con prezzi a cinque o sei cifre.
Deadstock
Tessuto rimasto invenduto dai produttori recuperato e utilizzato da brand di nicchia o sostenibili. Materiale già esistente riportato a nuova vita.
Drop
Singolo rilascio di una collezione tipico dello streetwear. Quantità limitata, comunicazione concentrata e urgenza all’acquisto.
Editoriale
Si dice di un look, un’immagine o uno styling pensato per la pagina di una rivista. Spesso esagerato e non sempre indossabile.
Fashion week
Settimana ufficiale delle sfilate. Le quattro storiche sono New York, Londra, Milano, Parigi. Si tengono due volte l’anno per le collezioni donna e due per quelle uomo.
Fast fashion
Modello industriale basato su cicli produttivi rapidissimi, prezzi bassi e tendenze copiate dalle passerelle. Zara, H&M e Shein per capirci. Modello sotto pressione etica e ambientale crescente.
Front row
La prima fila alle sfilate riservata a celebrity, editor delle riviste più importanti, buyer dei grandi store e ambassador del brand. È contemporaneamente evento di moda e operazione di PR.
Hype
Eccitazione collettiva attorno a un prodotto o a un drop. L’hype non è un effetto collaterale, è una merce: si costruisce, si misura e si vende.
Influencer
Figura nata sui social che genera valore commerciale attraverso la propria audience. Categoria internamente stratificata (nano, micro, mid, macro, mega) e in costante ridefinizione.
Lookbook
Catalogo visivo di una collezione pensato per addetti ai lavori e clienti. Diverso dall’editoriale perché ha funzione commerciale.
Moodboard
Raccolta visiva di immagini, colori, texture e riferimenti che definiscono la direzione estetica di un progetto. Strumento di lavoro per stylist, designer e per chiunque voglia capire il proprio gusto.
Per approfondire leggi: “Moodboard: cos’è, come realizzarla e a cosa serve“.
Musa
Figura femminile (più raramente maschile) che ispira un designer o una maison. Concetto romanticizzato e periodicamente messo in discussione per la sua ambiguità.
Prêt-à-porter
Letteralmente “pronto da indossare”. Moda industriale prodotta in serie su taglie standard. Nata negli anni Sessanta come alternativa accessibile alla couture.
Resort (o cruise)
Collezione presentata fuori dal calendario delle settimane della moda pensata originariamente per la clientela in vacanza. Oggi è una collezione a tutti gli effetti, spesso più commerciale.
Runway
La passerella. Per estensione indica le collezioni presentate in sfilata in opposizione a quelle prodotte per la sola distribuzione.
Seconda mano (second-hand)
Capi di seconda mano già indossati e rimessi in circolazione attraverso negozi specializzati, mercatini, piattaforme online (Vinted, Vestiaire Collective, Depop) o store dell’usato. Diverso dal vintage, che richiede almeno vent’anni di età del capo, il second-hand non ha vincoli temporali e può essere una giacca di tre anni fa o di trenta. Negli ultimi anni è diventato un segmento di mercato in forte crescita spinto da motivazioni economiche, etiche e di ricerca stilistica. Comprare di seconda mano non è automaticamente sostenibile ma riduce sicuramente la domanda di nuova produzione.
Show
Sinonimo di sfilata usato soprattutto in inglese. Indica l’evento performativo, non solo la presentazione dei capi.
Slow fashion
Modello opposto al fast fashion. Produzione lenta, materiali durevoli, filiera tracciabile e prezzi più alti. Privilegia pochi capi ben fatti a tanti capi usa e getta.
Sostenibilità (e greenwashing)
Termine che indica pratiche produttive a basso impatto ambientale e sociale. Va sempre verificato con dati concreti perché è anche uno degli aggettivi più abusati della moda contemporanea. Si chiama greenwashing la pratica di comunicare sostenibilità senza praticarla davvero. Collezioni “eco” senza filiera tracciabile, claim generici senza certificazioni e materiali presentati come riciclati senza specifiche. Si riconosce dall’assenza di dati verificabili.
Stylist
Professionista che costruisce look per editoriali, sfilate, campagne e celebrity. E’ diverso dal personal shopper perché lavora sulla narrazione visiva e non sull’acquisto.
Trendsetter
Chi anticipa o impone una tendenza. Categoria sempre più rara nell’era dell’algoritmo dove le tendenze nascono spesso da bolle anonime e si diffondono per imitazione di massa.
Upcycling (riciclo creativo)
Trasformazione di capi o tessuti esistenti in nuovi capi di valore superiore rispetto all’originale. Diverso dal riciclo perché il risultato è creativo.
Vintage
Capi prodotti almeno vent’anni fa. Non è sinonimo di “usato”, il vintage è una categoria precisa, con un suo mercato e un suo valore. Sotto i vent’anni si parla di seconda mano.
Glossario moda dei concetti di stile
Capsule wardrobe
Guardaroba ridotto all’essenziale costruito su un numero limitato di capi (di solito tra i 30 e i 40) che si combinano tra loro in molti modi diversi. Filosofia opposta al fast fashion.
Color blocking
Tecnica di abbinamento basata su grandi blocchi di colori pieni spesso a contrasto. Esige equilibrio e mano ferma.
Dress code
Insieme di regole, esplicite o implicite, che definiscono cosa indossare in un certo contesto. Abito da sera, abito da cerimonia, formale da lavoro, sono esempi di dress code.
Inspo (inspiration)
Termine usato sui social per indicare immagini di riferimento come ispirazioni visive. “Inspo outfit”, “inspo capelli”. Diminutivo che è diventato una categoria.
Layering
L’arte di sovrapporre capi in modo che il risultato sembri ragionato. Non è “mettere una felpa sopra una camicia”, è capire come spessori, lunghezze, tessuti e proporzioni dialogano.
Logomania
Il logo come elemento estetico centrale. Monogrammi stampati ovunque, marchi visibili e ripetuti. Periodicamente la moda alterna fasi di logomania a fasi di logo-discrezione.
Monocromo
Outfit costruito su un’unica gamma di colore declinata in toni diversi. Allunga visivamente la figura e dà coerenza al look.
OOTD (outfit of the day)
Letteralmente “outfit del giorno”. Formato social che mostra il look completo della giornata. Nato sui blog di moda, sopravvissuto a Instagram e ancora vivo su TikTok.
Pattern mixing
Abbinare stampe diverse nello stesso outfit. Una delle prove più difficili dello stile personale perché senza coerenza visiva diventa caos.
Total look
Outfit costruito interamente con capi di uno stesso brand. Tipico delle sfilate e raro nella vita reale dove perde di personalità.
Wardrobe staple
Capo cardine del guardaroba indossato in molte combinazioni e per molte stagioni. Il trench, il jeans giusto, la camicia bianca, lo stivale nero. Si riconosce dal fatto che lo metti senza pensarci.
Glossario moda: una nota finale

Questo glossario di moda non finisce qui perché il mondo del fashion continua ad inventare parole, alcune dureranno mentre altre svaniranno nel giro di una stagione. Quando un termine merita di entrare, entra, quando un termine smette di significare qualcosa lo segnalo ma resta perché capire da dove veniamo serve anche a capire dove stiamo andando.