Ok, parliamoci chiaro. Se hai deciso di recuperare tutta la lore di Kingdom Hearts prima che esca il quarto capitolo sappi che ti stai infilando in una delle imprese più assurde della storia dei videogiochi. Non esagero perché stiamo parlando di una saga che in 23 anni ha prodotto 13 titoli, tra capitoli principali e spin off, distribuiti su quasi ogni console esistita dal 2002 ad oggi con una trama che a un certo punto coinvolge cloni, viaggiatori nel tempo, sdoppiamenti di personalità e un ragazzo che diventa amico di Topolino mentre nel frattempo salva l’universo dal buio. E la cosa più assurda è che funziona. Funziona da vent’anni e si, è uno dei miei videogiochi preferiti in assoluto.
Tutto questo premettendo che Kingdom Hearts, dal punto di vista del design, è anche un manifesto di stile puro. Tetsuya Nomura viene dal mondo della moda concettuale prima ancora che dai videogiochi e si vede in ogni singola cerniera messa fuori posto apposta sui vestiti dei personaggi. Prima di partire però ti lascio due strade possibili. Se hai 20 minuti e vuoi solo sapere dove siamo arrivati con la storia prima di Kingdom Hearts IV salta all’indice qui sotto e vai direttamente alla sezione sul Lost Master Arc, mentre se vuoi la lore intera dal primo Sora sull’isola fino ad oggi resta qui e leggiti tutto con calma.
La saga madre: la Dark Seeker Saga
La storia della lore di Kingdom Hearts è divisa in diversi archi narrativi. Il primo, quello che va dal 2002 al 2019, si chiama Dark Seeker Saga e racconta tutto quello che riguarda Sora, il Keyblade e un cattivo di nome Xehanort che si moltiplica in modi che nemmeno Xehanort stesso riesce più a tenere il conto.
Kingdom Hearts (2002): dove tutto comincia
Sora è un ragazzino che vive su un’isola tropicale insieme ai suoi amici Riku e Kairi. Una notte l’isola viene inghiottita dal buio, Sora si ritrova in possesso di un’arma a forma di chiave chiamata Keyblade e da lì parte per un viaggio tra mondi Disney per fermare delle creature senza cuore chiamate Heartless.
Detta così sembra una favola per bambini e, in parte, lo è anche ma dentro c’è già tutto il tema che accompagnerà la saga per vent’anni. Cuori che si spezzano, si perdono e si trasformano. Riku che cede al buio per salvare Kairi e finisce dalla parte sbagliata e un antagonista misterioso, Ansem, che in realtà nasconde un’identità completamente diversa da quella che sembra.
Chain of Memories (2004): il capitolo che tutti vogliono saltare ma non puoi
Uscito sul Game Boy Advance questo titolo ha un gameplay a carte che ha fatto discutere fin da subito però viene introdotta l’Organizzazione XIII, il gruppo di villain che dominerà la scena per i prossimi 10 anni e viene raccontata la storia di Sora che perde e recupera i ricordi in un castello che cambia forma. Se salti questo capitolo perdi il senso di metà dei dialoghi di Kingdom Hearts II.
Kingdom Hearts II (2005): il capolavoro
Molti fan, me compresa, considerano questo titolo il picco della saga. Si comincia giocando Roxas, un ragazzo con una vita normale a Twilight Town che scopre di non essere chi pensa di essere. Poi si passa a Sora che deve affrontare l’Organizzazione XIII e un nemico che ha preso il controllo di Riku dall’interno.
Qui la trama comincia a diventare più adulta perché si parla di identità, corpi e anime separati e quanto valga l’esistenza di qualcuno che tecnicamente non dovrebbe nemmeno esistere. Roxas è un Nessuno, cioè il guscio vuoto lasciato da una persona che ha perso il cuore, eppure prova sentimenti veri.
358/2 Days (2009): la storia di Roxas per intero
Uscito su Nintendo DS racconta i giorni di Roxas nell’Organizzazione XIII prima degli eventi di Kingdom Hearts II. È il capitolo dell’amicizia tra Roxas, Axel e Xion, che finisce in un modo che ancora oggi fa piangere le persone su TikTok quando lo vedono per la prima volta.
Birth by Sleep (2010): il prequel che spiega tutto quello che non capivi
Torniamo indietro di 10 anni rispetto al primo Kingdom Hearts. Tre giovani portatori di Keyblade, Terra, Aqua e Ventus, vengono coinvolti in una cospirazione orchestrata proprio da Master Xehanort, quello che poi diventerà il cattivo principale di tutta la saga. Qui scopri l’origine di Xehanort e il motivo per cui il suo cuore si è frammentato.
Questo è probabilmente il capitolo con la storia più tragica di tutta la serie e se hai giocato solo il primo Kingdom Hearts chiedendoti chi fosse davvero Xehanort la risposta è in questo videogioco.
Re:coded (2010): il capitolo minore
Una versione digitale di Sora esplora una versione dati del primo Kingdom Hearts per trovare messaggi nascosti lasciati da Re Topolino. Non è indispensabile ai fini della trama principale ma introduce dettagli utili sulla ricerca del re verso la fine della saga.
Dream Drop Distance (2012): l’esame finale
Sora e Riku affrontano un esame per diventare Keyblade Master vero e proprio esplorando mondi onirici. Scopriamo l’esistenza dei 13 oscuri e dei 7 guardiani della luce, la profezia che struttura tutto lo scontro finale della saga. Ed è anche qui che Xehanort svela il suo piano più ambizioso, riportare in vita 13 versioni di se stesso attraverso il tempo per formare l’Organizzazione XIII originale.
Kingdom Hearts III (2019) e ReMind: la chiusura del cerchio
13 anni dopo il secondo capitolo arriva finalmente la conclusione della Dark Seeker Saga. Sora, Topolino, Paperino e Pippo raccolgono i 7 guardiani della luce per affrontare i 13 oscuri nella battaglia finale. Il DLC ReMind aggiunge scene fondamentali che ribaltano completamente quello che pensavi di aver capito dal finale originale.
E poi c’è la scena segreta in cui Sora scompare e si ritrova in una città che sembra Tokyo con un aspetto realistico mai visto prima. Quella scena, uscita nel 2019, è il seme diretto di tutto quello che sta arrivando con Kingdom Hearts IV.
Il ponte verso il nuovo arco
Tra la fine della Dark Seeker Saga e l’inizio del nuovo capitolo c’è Melody of Memory, un rhythm game del 2020 che riassume la trama con dei livelli musicali e aggiunge una scena finale importante per il futuro di Kairi.
Esiste anche una parte della lore di Kingdom Hearts ambientata secoli prima degli eventi principali. Quella dei Veggenti e della Guerra antica dei Keyblade, raccontata originariamente nei giochi mobile Kingdom Hearts Union X e Dark Road. Il problema è che Square Enix ha rimosso entrambi i giochi da tutti gli store nell’agosto 2024 quindi oggi non si possono più scaricare per chi non li avesse già installati in precedenza. Se vuoi comunque quei dettagli l’unica strada realistica è cercare un video di recap fatto da un canale specializzato oppure consultare un wiki dedicato alla saga. Non è materiale indispensabile per capire Kingdom Hearts IV e se hai poco tempo puoi anche saltarlo senza problemi.
Il Lost Master Arc, ovvero Kingdom Hearts IV
Eccoci al motivo per cui probabilmente hai aperto questo articolo. Kingdom Hearts IV è stato annunciato nel 2022 e segna l’inizio di un nuovo arco narrativo chiamato Lost Master Arc in cui Sora appare fisicamente cambiato, più adulto e con uno stile decisamente meno da adolescente rispetto ai capitoli precedenti.
Quadratum: il mondo che cambia le regole
Il trailer di annuncio ci ha mostrato Sora svegliarsi in un appartamento a Minami Aoyama, un quartiere reale di Tokyo, dentro un mondo chiamato Quadratum che assomiglia moltissimo a Shibuya. Nomura ha spiegato in un’intervista a Famitsu che Quadratum non è il mondo reale ma una sorta di altro piano di esistenza descritto come un aldilà per chi ci vive. Dal punto di vista di Sora è un mondo fittizio, dal punto di vista degli abitanti di Quadratum è Sora a venire da un mondo immaginario.
Il discorso torna ad essere interessante anche dal punto di vista estetico perché Sora in Quadratum ha un look decisamente più realistico con sneaker al posto delle iconiche scarpe gialle e nere, capelli meno spettinati e appena tornerà nel mondo originale tornerà anche il suo aspetto classico. È un dettaglio piccolo ma dice molto su quanto Nomura leghi ancora oggi il carattere di un personaggio al modo in cui si veste.
I mondi Disney confermati fino ad ora
Sappiamo che tornerà il mondo di Hercules con Hades tra i nemici mostrati nel primo trailer e al The Ultimate Disney Fan Event del 2026 Square Enix ha confermato anche il mondo di Coco, il film Pixar del 2017 ambientato nel Giorno dei Morti messicano. Ovviamente ci sono ancora molti mondi da svelare e la produzione ha lasciato intendere che ne vedremo altri man mano che ci avviciniamo all’uscita.
Quando esce Kingdom Hearts IV
Fine 2027. Non è più una voce di corridoio ed è la finestra ufficiale comunicata da Square Enix e Disney al D23 nell’agosto 2026. Nomura e il producer Yasue si sono spesi personalmente per rassicurare i fan sul fatto che non ci saranno rinvii. Cosa piuttosto rara considerando quante volte questo titolo era già sparito dai radar prima di tornare. Tra l’altro il 2027 coincide con il 25esimo anniversario della saga, sarà un caso che sia stato scelto proprio questo anno?
Perché lo amiamo ancora, io compresa
Restare se stessi
La lore di Kingdom Hearts resta impressa perché parla di cose che senti anche fuori dal gioco. Riku si allontana dagli amici per orgoglio, poi torna più fragile e più vero. Roxas scopre di essere stato creato per esistere solo per un periodo limitato e decide comunque di vivere quel tempo con tutta l’intensità che ha. Sono storie su cosa significa restare se stessi quando tutto intorno dice che dovresti essere qualcun altro.
Un’amicizia che non ha bisogno di spiegazioni
Per me è uno dei giochi che ho amato di più proprio per questo. Mi ha insegnato che un legame vero non si misura dal tempo passato vicino a una persona ma da quanto quella persona continua a esistere dentro di te anche quando è lontana. Sora lo ripete con parole semplici in ogni capitolo, l’amicizia è una forma di forza che non ha bisogno di essere spiegata per essere reale. Ogni volta che rigioco la scena tra Roxas e Axel sul tetto della torre dell’orologio provo la stessa cosa che ho provato la prima volta.
Dignità e identità
C’è poi una parte più difficile da mettere in parole, quella sull’identità. Kingdom Hearts prende personaggi come Roxas, Naminé e Xion, esseri che tecnicamente non dovrebbero avere il diritto di sentire nulla, e il gioco li tratta con la stessa dignità emotiva riservata ai protagonisti principali. Ci insegna che il valore di un’esistenza non dipende da come nasce ma da cosa scegli di farne. Se ci pensi è un tema pesante per un gioco che parte da Topolino e Paperino ed è proprio questo contrasto a renderlo indimenticabile.
Lo stesso principio del primo capitolo
Infine in Kingdom Hearts III il momento in cui Sora sceglie di sacrificare se stesso pur di riportare in vita Kairi mette in scena lo stesso principio degli inizi. L’amore vero significa scegliere l’altro anche quando il prezzo sei tu. Mentre il DLC ReMind aggiunge un dettaglio che ancora oggi mi commuove ogni volta. Xion, un personaggio che sembrava perso per sempre, trova finalmente un momento di pace insieme a Roxas e Axel. Dopo anni di attesa vederli di nuovo insieme, anche solo per pochi minuti, restituisce un senso di giustizia a una delle storie più tristi della saga.
Come recuperare tutta la lore di Kingdom Hearts prima del nuovo capitolo
Se l’idea di giocare tutti questi titoli in un anno ti fa venire il mal di testa hai delle scorciatoie. Dal 5 ottobre 2026 arriva su PS5 la Kingdom Hearts Collection [I~III] e dal 10 febbraio 2027 anche su Nintendo Switch, dove sono raccolti in 3 edizioni separate Kingdom Hearts HD 1.5+2.5 ReMix, Kingdom Hearts HD 2.8 Final Chapter Prologue e Kingdom Hearts III con il DLC ReMind. Puoi comprarle una alla volta oppure tutte insieme. Ognuna di queste raccolte include, oltre ai giochi giocabili, anche delle versioni cinematiche dei titoli meno essenziali, quelli usciti solo su portatili che altrimenti sarebbero difficili da recuperare oggi. In pratica hai davanti tutta la saga concentrata su una sola console moderna con un’uscita pensata apposta per chi vuole arrivare in pari a Kingdom Hearts IV.
Per assaporare a pieno la lore di Kigdom Hearts ti consiglio di seguire l’ordine cronologico di uscita e non quello narrativo perché è pensato per essere scoperto nell’ordine in cui i colpi di scena sono stati pensati senza rovinarsi buona parte delle sorprese.
Le fonti che i giochi non ti raccontano
Una cosa che quasi nessuno dice quando parla della lore di Kingdom Hearts è che parte di essa non è mai stata messa nei videogiochi. Infatti esiste una serie di romanzi ufficiali scritti da Tomoco Kanemaki, con la supervisione di Kazushige Nojima, che approfondiscono retroscena e punti di vista dei personaggi secondari. Sono usciti in Giappone e in inglese tramite Yen Press e purtroppo al momento non risulta un’edizione italiana ufficiale. Il manga invece, disegnato da Shiro Amano, è pubblicato in Italia da Panini Comics, lo puoi trovare anche su Amazon, ed è un ottimo modo per ripassare la trama principale con uno stile di lettura più leggero rispetto ai giochi.
Domande frequenti sulla lore di Kingdom Hearts
Tecnicamente sì perché il videogioco è pensato anche per attirare chi non conosce la saga visto che Quadratum è un mondo nuovo e autonomo ma buona parte dell’emotività del finale ti arriva solo se conosci Sora, Riku e Kairi da prima.
Contando capitoli principali e spin off sono 13 titoli usciti tra il 2002 e il 2020 più Kingdom Hearts IV in arrivo nel 2027.
Dal primo Kingdom Hearts, meglio se nella versione inclusa nella raccolta Kingdom Hearts HD 1.5+2.5 ReMIX, disponibile su PS4, PS5 e Xbox.
Sì, oltre a PS5, Xbox Series X|S e Nintendo Switch 2.



