Ci sono librigame che compri per curiosità, li metti su uno scaffale della libreria e ci torni sopra tre mesi dopo quasi per caso. Be Like a Cat per me è stato esattamente così. Un titolo strano, un’idea che mi ha incuriosito subito ma che forse mi sembrava più un esperimento di nicchia piuttosto di un vero gioco nonostante una premessa interessante in cui sei un gatto e giochi da solo o massimo in coppia. Poi l’ho aperto e ho passato i trenta minuti successivi a decidere se il mio gatto era cresciuto randagio, selvatico o domestico. Da lì non mi sono più fermata. Gli RPG in solitaria sono uno di quei mondi che esistono da anni ma che la maggior parte dei gamer non ha quasi mai sfiorato. Niente master, niente gruppo, niente sessioni da organizzare, solo tu, un manuale, qualche dado e una storia che costruisci pezzo per pezzo scatenando la tua fantasia. Suona solitario nel senso sbagliato, lo so, ma Be Like a Cat di Tim Roberts è il gioco che mi ha convinta del contrario. E non me lo aspettavo per niente.
Be Like a Cat è un gioco di ruolo che si gioca da soli. E funziona meglio così.
Chi c’è dietro
Tim Roberts, fondatore di Critical Kit, arriva dal mondo di D&D prima di passare al game design e si vede. Non perché questo gioco gli somigli lontanamente ma perché c’è una cura nelle meccaniche, in cui niente è buttato lì per fare volume, che si percepisce subito. Be Like a Cat nasce come seguito spirituale di Be Like a Crow, il suo primo GDR in solitaria, e porta con sé tutto quello che ha imparato strada facendo.
Cosa occorre per giocare:
- Alcuni dadi a 6 facce;
- Una scheda felino;
- Schede tracciamento dei territori;
- Una penna e un quadernino o un bloc-notes, oppure un documento digitale o perché no, un registratore (per tenere traccia della tua storia).
Si inizia in pochi minuti e quella promessa viene mantenuta. Alla fine del libro trovi tutte le schede che ti servono ma siccome non ci penso lontanamente a scriverci sopra me le sono scannerizzate e stampate quindi ne ho fatto un piccolo PDF che può essere utile anche a te. Puoi scaricarlo cliccando sul link sottostante:
Scarica le schede per giocare a Be Like a Cat
Meccaniche semplici per una storia privata

Come ti ho anticipato nell’introduzione c’è un momento, mentre costruisci il tuo personaggio, in cui ti ritrovi a decidere se il tuo gatto è cresciuto domestico, randagio o selvatico. Credimi, quella scelta che non ti aspetti ti pesa più di quanto ti aspetteresti da un gioco su un gatto.
Come funziona Be Like a Cat?
Il concetto sembra quasi ingenuo: sei un gatto, esplori un territorio, marchi le zone, costruisci la tua storia. Il gioco si svolge su una griglia, inizialmente vuota, che riempi turno dopo turno pescando da tabelle di prompt per generare luoghi e incontri. Tieni un diario, perdi vite, quelle nove, sì, e non le recuperi. Ogni rischio ha un peso concreto ma quello che il regolamento non ti spiega esplicitamente, e che capisci solo giocando, è che stai costruendo qualcosa di molto più intimo.
E l’obiettivo del gioco? Beh, sei un gatto quindi vuoi sempre esplorare nuovi territori e prenderne il controllo no? Ma non è solo questo, scoprirai che c’è molto di più…
Dalla giovinezza alla vecchiaia
La storia del tuo gatto attraversa l’intera vita dall’età giovane fino alla vecchiaia. Il sistema di coraggio e timidezza modifica dinamicamente le probabilità di riuscita a seconda della fase della vita del personaggio e questa scelta meccanica è un piccolo capolavoro silenzioso. Infatti non devi descrivere che il tuo gatto è invecchiato perché lo senti nei tiri. Le abilità sono circa sedici distribuite in quattro aree (sopravvivenza, socialità, spostamento, combattimento) e partono tutte dal valore minimo durante la creazione del personaggio. Cresci lentamente, esattamente come crescono i gatti veri, in modo imprevedibile e a tratti spiazzante.
Il momento FRAP
Una delle meccaniche che ho trovato più assurde e geniali di questo GDR in solitaria ha un nome tecnico bellissimo: FRAP, acronimo di Frenetic Random Activity Period. Quando un gatto giovane o adulto ottiene un doppio sei in un test scatta questo momento di energia caotica che lo spinge di due caselle in una direzione casuale fuori dal controllo del giocatore. La prima volta che mi è capitato ho riso, la seconda volta stavo difendendo un territorio e ho quasi perso tutto, mentre la terza volta avevo capito che quella singola meccanica racconta i gatti meglio di qualsiasi paragrafo descrittivo.
Mondi e scenari in cui immergersi in Be Like a Cat
Il manuale include diverse ambientazioni in cui possiamo far vivere il nostro gatto spaziando da uno scenario urbano contemporaneo o da uno cyberpunk, passando per quello egiziano ai tempi dei faraoni o uno spaziale, fino ad arrivare ad avventure pirata o essere il gatto di una strega. La cosa davvero sorprendente è che il sistema regge ovunque perché è abbastanza essenziale da adattarsi senza forzature. Pensa inventartene uno tu. Fighissimo!
Design e grafica

Dal punto di vista materiale il libro/manuale si presenta con una copertina rigida, pagine di carta spessa e opaca che lo rendono pratico da consultare mentre si gioca più e più volte, piacevole da sfogliare e in formato A5 così comodo che entra anche in borsa o in uno zainetto. In buona sostanza non è un libricino da dimenticare in un cassetto quanto più un oggetto da custodire gelosamente con una sua gran bella presenza. Le illustrazioni a cura di Artem Asteroth, Vincenzo Igenito, Khius e della bravissima Silvia De Stefanis sono a dir poco perfette e capaci di accompagnarti nelle tue avventure senza distrarti o rubare troppo la scena ma sostenendo completamente tutta la tua fantasia.
Per chi è adatto e per chi forse no
Be Like a Cat non richiede esperienza pregressa con i giochi di ruolo. Non c’è un master, non c’è un gruppo da coordinare, non c’è una sessione da organizzare con tre settimane di anticipo. Si apre, si leggono le pagine di introduzione e si comincia subito. È pensato anche per chi non ha mai toccato un dado in vita sua ma ama scrivere, raccontare, o semplicemente ha bisogno di uno spazio creativo tutto suo. Detto questo, chi invece cerca azione densa, combattimenti frequenti e progressione rapida, troverà il ritmo un pò troppo lento. E’ un gioco contemplativo, nel senso buono del termine, che premia la pazienza, la curiosità, la voglia di stare dentro una storia anche quando può non succedere nulla di esplosivo. Se questa non è la tua modalità prediletta credo sia meglio saperlo prima.
Recensione personale: quello che non c’è scritto sulla copertina
Per la mia personale esperienza posso dirti che a un certo punto smetti di “giocare di ruolo” nel senso performativo del termine e inizi solo a stare dentro quella piccola storia pelosa a chiederti cosa farà il tuo gatto al prossimo angolo. Non perché qualcuno ti guarda ma perché ti importa. Forse è proprio questo il vero punto di tutta la faccenda dei GDR in solitaria. Non il sistema, non le meccaniche, ma il fatto che riesce ad importarti così tanto di un gatto immaginario che non esiste in un vicolo che non ha mai avuto un indirizzo. Be Like a Cat ci riesce con garbo, intelligenza, e con un FRAP al momento sbagliato.
Dove puoi acquistarlo

La copia fisica e la versione in PDF sono ovviamente disponibili sullo store ufficiale di Critical Kit ma personalmente l’ho acquistato da Mondiversi (puoi trovarli in ogni fiera di settore in giro per l’Italia ma hanno anche lo shop online) perché li conosco personalmente e so che quando hanno un prodotto GDR è sicuramente tra i migliori del genere. Infine, dammi retta, vale la pena acquistare il prodotto fisico piuttosto del PDF perché è uno di quei manuali che cambia aspetto sul tavolo quando lo apri e anche questo conta parecchio. Ci vediamo su qualche tetto, appena riesco a scappare dalla strega che vuole cuocermi la punta della coda per una pozione. 😅