Le chiacchiere di Carnevale sono uno dei dolci più iconici della tradizione italiana e la loro denominazione varia tantissimo a seconda della regione. Sottili, friabili e ricoperte di zucchero a velo, queste delizie fritte vantano una storia secolare con tantissimi appellativi diversi. Scopriamo insieme tutti i nomi con cui vengono chiamate in Italia più la mia ricetta tradizionale preferita per renderle croccanti, friabili e leggere.
Tutti i nomi con cui vengono chiamate le Chiacchiere di Carnevale in Italia

Questo tipico dolce di Carnevale ha origini antichissime risalenti all’epoca dell’Impero Romano. Durante i Saturnali, festività pagane che celebravano il solstizio d’inverno con banchetti e divertimenti sfrenati, si preparavano dei dolcetti fritti chiamati frictilia. Realizzati con farina e uova e fritti nel grasso animale venivano distribuiti alla folla per festeggiare l’abbondanza e la fine dell’inverno.
Con l’avvento del Cristianesimo molte tradizioni pagane furono assorbite e trasformate nelle celebrazioni legate al Carnevale dei giorni nostri, periodo di festeggiamenti che precede la Quaresima. Le chiacchiere divennero quindi un dolce simbolo di questa festività diffondendosi in tutta Italia con nomi e varianti diverse.
L’origine del nome “chiacchiere“
Secondo una leggenda il nome “chiacchiere” deriverebbe da un episodio avvenuto alla corte della regina Margherita di Savoia nel XIX secolo. La sovrana, mentre conversava con il cuoco di corte, avrebbe chiesto un dolce leggero da gustare durante la chiacchierata. Il cuoco, Raffaele Esposito, inventò così queste sfoglie croccanti che furono battezzate “chiacchiere” in onore della piacevole conversazione.
Diffusione e varianti regionali
Nel corso dei secoli ogni regione d’Italia ha adattato la ricetta secondo le proprie tradizioni e ingredienti locali dando vita a nomi come bugie, frappe, cenci, crostoli, galani e molti altri. Alcune versioni prevedono l’aggiunta di liquori come il Marsala, la grappa o il vino bianco per rendere l’impasto più fragrante. Nonostante le variazioni nel nome e negli ingredienti sono rimaste un dolce imprescindibile del Carnevale italiano, simbolo di convivialità e spensieratezza. Scopriamo nel dettaglio ogni nome.
1. Chiacchiere
Questo è il nome più diffuso, utilizzato principalmente in Lombardia, Emilia-Romagna e gran parte del Centro Italia. Il termine deriva dal fatto che questi dolci sono leggeri e croccanti, quasi come se “chiacchierassero” quando si spezzano.
2. Cenci
In Toscana vengono chiamati “cenci”, ovvero “stracci” in dialetto più stretto, per via della loro forma irregolare che ricorda i ritagli di stoffa. Sono tra le versioni più apprezzate della regione, spesso servite con Vin Santo.
3. Crostoli
In Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige si chiamano “crostoli”, termine che richiama la croccantezza di questi dolcetti fritti. In alcune varianti vengono aromatizzati con grappa o vino bianco.
4. Bugie
In Piemonte e Liguria, le chiacchiere prendono il nome di “bugie”. Il termine potrebbe riferirsi alla loro leggerezza ingannevole: sembrano sostanziose ma si sciolgono in bocca. In alcune zone, le “bugie ripiene” sono una variante farcita con marmellata o cioccolata.
5. Frappe
Nel Lazio, in particolare a Roma, queste delizie prendono il nome di “frappe”. L’origine del termine è incerta ma si pensa che derivi dal francese “frapper“, che significa “colpire“, forse riferendosi alla loro forma battuta e sottile.
6. Galani
Sempre in Veneto, soprattutto nella zona di Venezia, le chiacchiere prendono il nome di “galani”. A differenza dei crostoli, sono più sottili e allungati, spesso più leggeri grazie all’uso di ingredienti come il burro e il vino bianco.
7. Intrigoni
A Reggio Emilia le chiacchiere prendono il nome di “intrigoni”, un termine che richiama l’idea di qualcosa di complesso e intrecciato, proprio come la forma che spesso assumono questi dolci.
8. Lattughe
In alcune zone della Lombardia, in particolare a Mantova, sono note come “lattughe”, probabilmente per la loro consistenza leggera e ondulata che ricorda le foglie di lattuga.
9. Maraviglias
In Sardegna le chiacchiere si chiamano “maraviglias”, che significa “meraviglie” in sardo. Questo nome riflette la bontà e la friabilità di questi dolci che vengono preparati con una sfoglia molto sottile e aromatizzata.
10. Sfrappole
Infine in Emilia-Romagna si chiamano “sfrappole”, una variante del termine “frappe”. Qui vengono fritte in abbondante strutto e spesso servite con una spolverata di zucchero a velo molto più generosa del solito.
Qualunque sia il nome con cui vengono chiamate restano comunque un dolce amato in tutta Italia, simbolo di festa e tradizione. Hai mai provato a chiamarle con un nome diverso da quello della tua regione? Raccontami qual è la tua variante preferita e se conosci un altro nome non esitare a raccontarmelo nei commenti.
Di seguito ti lascio la mia ricetta tradizionale preferita per prepararle al meglio.
Ricetta tradizionale delle chiacchiere di Carnevale: croccanti, friabili e leggere

Ingredienti (per circa 6 persone)
- 250 g di farina 00
- 50 g di zucchero
- 30 g di burro fuso
- 2 uova
- 1 pizzico di sale
- 1 cucchiaino di lievito per dolci (facoltativo ma serve per renderle più friabili)
- 2 cucchiai di liquore (facoltativo ma con un pò di Marsala sono la fine del mondo)
- Scorza grattugiata di 1 limone o arancia
- 1 bustina di vanillina o estratto di vaniglia
- Olio di arachidi per friggere
- Zucchero a velo per decorare
Preparazione
Preparare l’impasto
- In una ciotola o su una spianatoia setaccia la farina con il lievito.
- Aggiungi lo zucchero, il sale, la scorza grattugiata di limone, la vanillina e mescola bene il tutto.
- Forma una fontana al centro e aggiungi le uova, il burro fuso e il liquore.
- Impasta fino ad ottenere un composto liscio e omogeneo.
- Avvolgi l’impasto nella pellicola trasparente e lascia riposare per almeno 30 minuti.
Stendere la sfoglia
- Dividi l’impasto in più parti e stendi ciascuna porzione con il mattarello o con una macchina per la pasta.
- Lo spessore ideale è di circa 1-2 mm: più saranno sottili, più saranno croccanti.
- Taglia delle strisce rettangolari con una rotella dentellata e, se vuoi, pratica un piccolo taglio centrale per dare una forma più decorativa.
Friggere le chiacchiere
- Scalda abbondante olio di arachidi in una padella profonda fino a 170-180°C.
- Friggi poche chiacchiere alla volta girandole velocemente fino a completa doratura (di solito mi ci vogliono circa 30-40 secondi per lato).
- Scolale bene, ripeto, molto bene, su carta assorbente per eliminare tutto l’olio in eccesso.
Decorazione finale
- Una volta raffreddate spolverale con abbondante zucchero a velo.
- Servile e gustale.
Varianti
- Al forno: puoi cuocerle a 180°C per 10-12 minuti fino a doratura per una versione più leggera.
- Con il cacao: aggiungi 20 g di cacao amaro all’impasto per un gusto più intenso.
- Ripiene: spalma Nutella o marmellata su una sfoglia, copri con un’altra e sigilla bene i bordi prima della frittura.
Buon Carnevale, divertiti e… buonissime chiacchiere!