Il 2025 segna un traguardo importante per questo blog, un traguardo che francamente non pensavo neanche di raggiungere. Ben dieci anni di vita. Un intero decennio di condivisione, crescita, scrittura, ricerca e anche studio. Se ci pensi un decennio è un periodo significativo per qualsiasi progetto, soprattutto in un mondo digitale che si evolve e muta così rapidamente. Oggi, mentre Fashion Snobber spegne dieci candeline, non posso fare a meno di guardare indietro con un misto di emozione e gratitudine. Questo blog è nato quasi per gioco, come uno spazio tutto mio dove dare voce alle mie infinite passioni con un focus sulla moda, ma col tempo è diventato molto di più. È cambiato, si è evoluto con me e mi ha insegnato tanto, sia nel bene che nel male. 10 anni di blog in cui ho ci ho messo tutta me stessa credendoci sempre, nonostante tutto, nonostante tutti.
10 anni di blog: 10 anni di Fashion Snobber

L’inizio di un sogno
Il blog è nato il 13 Marzo 2015 da una semplice idea: condividere le mie conoscenze, esperienze e passioni divulgando informazioni veritiere ed oggettive senza cavalcare l’onda di titoli fuorvianti o fake news per accaparrarsi due click in più. Mi rivedo davanti al computer con un misto di entusiasmo e timore. Sapevo di voler parlare di moda ma non volevo essere l’ennesimo fashion blog che si limitava a mostrare solo outfit di se stessa (post che ho sempre detestato fare non vedendo l’ora di poterli stoppare) e tendenze passeggere senza di fatto dire niente. Desideravo trasmettere qualcosa di più: il valore dell’eleganza senza tempo, quella oggettivamente di buon gusto, l’importanza per i dettagli e la convinzione che la moda non fosse solo un capriccio ma una forma di espressione personale.
In quel momento il mondo del blogging era già affermato ma non così saturo come oggi. I primi post riflettevano un tono più impacciato di quello di ora, la strada era in salita, i lettori pochissimi e i dubbi tanti. Non c’erano grandi aspettative, solo l’entusiasmo di scrivere e raccontami per raggiungere anime che fossero sulla mia stessa lunga d’onda. Una cosa che nella vita vera mi mancava.
L’affermarsi di un’identità
Dopo i primi anni di sperimentazione ho iniziato a sentire il bisogno di dare una direzione più definita al blog. La moda è un mondo vastissimo e volevo che Fashion Snobber avesse un’anima chiara: un rifugio per chi cercava uno stile autentico, senza forzature o eccessi, ma con una forte personalità. In quel periodo ho scritto alcuni degli articoli che ancora oggi sento più miei. Ho continuato a parlare di stili, tessuti, investimenti intelligenti per il proprio guardaroba, ecc., ma ho anche iniziato a puntare il dito verso tutto quello che non mi convinceva cercando di tirare fuori il marcio del settore per far aprire gli occhi a chi non sa come funziona e cosa c’è dietro. Ho cercato di spiegare perché certe scelte fanno la differenza (come ad esempio dire di no ad una sponsorizzazione piuttosto di un’altra), perché non bisogna credere a tutto quello che il web ci racconta. E’ stato proprio in quel periodo che ho iniziato a riconoscermi in un’identità ben distinta.
L’evoluzione dei contenuti
Col passare degli anni il blog si è trasformato, così come il panorama digitale intorno a me. Gli articoli iniziali, spesso molto spontanei, si sono gradualmente evoluti in contenuti più approfonditi, mirati e strutturati. Ho iniziato a fare ricerche sempre più accurate e offrire contenuti di maggiore valore. Questa evoluzione è stata guidata sia dal desiderio di migliorare, sia dal feedback dei lettori che mi hanno spinto a raggiungere nuovi standard di qualità.
In questi 10 anni di blog ho affrontato molteplici tematiche: da argomenti leggeri come possono essere moda, lifestyle e viaggi, fino a questioni più profonde e spesso spinose come l’essere costantemente contro le figure di influencer, il politicamente corretto a tutti i costi, il copiwriting inclusivo e persino prendere una dura posizione sulla pubblicazione dei propri figli sui social. Articoli che mi sono costati la perdita di chi la pensava al contrario solo perché non ha retto il sentirsi argomentare seriamente il contrario. Questo mi ha fatto capire sempre più che di fatto scrivo a tempo perso, per nessuno, per la patria, e per hobby. L’utente medio, purtroppo, non è mai pronto a mettersi in discussione e vuole sentirsi dire solo quello che gli pare, quando gli serve. Cerca la verità ma se poi gli viene data non l’accetta. E allora si, si merita fake news a go go ed essere preso in giro dall’80% dei blog italiani che scrivono e pubblicano solo con l’obiettivo di avere più visite.
Le sfide incontrate
Come in ogni percorso non sono certo mancati anche i momenti difficili. Ci sono stati periodi in cui ho messo tutto in discussione, in cui mi sono chiesta se avesse senso continuare. Il mondo digitale è veloce, competitivo e spesso spietato. Gli algoritmi cambiano, le regole del gioco pure, e non è sempre facile restare a galla senza snaturarsi.
La maggior parte dei miei competitors ha preso idee dai miei articoli (lo so perché quando li ho scritti ne avevo parlato solo io) senza mai mezza volta citarmi per avergli dato ispirazione, ho perso il conto delle infografiche che ho creato e si sono presi tagliando astutamente i crediti, senza contare tutte le agenzie che spariscono senza pagarti gli articoli, e potrei raccontartene altre mille.
Ho visto articoli posizionarsi davanti ai miei scritti con i piedi e dando informazioni fuffa solo perché hanno utilizzato i famosi titoli fuorvianti. Ho visto sponsorizzare la qualunque senza senso vendendosi poi per portavoce di valori che vanno in palese contrasto con quanto pubblicizzato. Insomma, quando vedi tutte queste cose capisci bene che è inevitabile chiederti: “Perché continuare? Per chi?” Tanto l’utente la differenza non la vede neanche.
Senza dimenticare che inoltre il mondo dei blog è cambiato radicalmente nel corso di questo ultimo decennio. L’avvento prepotente dei social network ha ridotto troppo l’attenzione verso i contenuti lunghi spingendo molti blogger a cambiare strategia. Tuttavia ho deciso di mantenere la mia identità puntando sulla qualità e sull’approfondimento piuttosto che sull’inseguimento delle mode effimere. Preferisco rimanere per pochi piuttosto che omologarmi verso qualcosa in cui non credo e comportamenti o meccaniche che non stimo.
Cosa mi aspetto per il futuro
Oggi guardo Fashion Snobber e vedo tutto l’amore, la dedizione e il lavoro che ci sono dietro. Vedo gli articoli che ho scritto con passione, le collaborazioni che mi hanno arricchito e la community che continua a sostenermi. Chi più, chi meno. Con ben 10 anni alle spalle è naturale chiedersi cosa mi riserverà il futuro, ma se c’è una cosa che ho imparato, è che bisogna essere flessibili e pronti ad adattarsi ai cambiamenti. Mi piacerebbe continuare ad espandere il blog esplorando nuovi orizzonti e magari aprirmi a nuove piattaforme emergenti che potrebbero essere meglio di quelle che ci sono ora. Continuo a sognare un social senza algoritmi commerciali e aperto solo a profili onesti e spontanei.
Ciò che invece resterà invariato è sicuramente il mio impegno nel creare contenuti pensati per informare, ispirare e far riflettere. Il mio obiettivo principale è continuare ad essere, o almeno provare ad esserlo, un punto di riferimento per chi cerca una lettura diversa, approfondita ed autentica. Nel bene e nel male. Non smetterò mai di dire la mia e non sarò mai politicamente corretta. Questo penso che ormai sia chiaro.
Voglio continuare a raccontare storie di stile e attenzione ai dettagli che resistano al tempo scrivendone sempre con la stessa cura e soprattutto non mancherà mai l’onestà verso chi legge. Non voglio vendere illusioni o scrivere per compiacere i brand, scelgo di essere sincera perché chi mi legge merita rispetto.
E poi si, forse aspetto invano, e ancora, quel qualcuno che mi ha capito e crede così tanto in me da da infilarmi in un progetto bellissimo per poter trovare finalmente risposta a “cosa farò da grande”. Che grande ormai ci sono ma non so che fare.
Grazie
In conclusione posso dirti che questi primi 10 anni di blog sono stati un viaggio pieno di sorprese, sia di insuccessi che di soddisfazioni, come è normale che sia. Sono davvero grata a tutti coloro che hanno contribuito a rendere possibile questo percorso, il blog non è solo una piattaforma di contenuti ma una conversazione continua tra noi e chi ci legge. Alcuni lettori mi seguono fin dall’inizio, altri sono arrivati lungo il cammino, ma tutti hanno contribuito a renderlo ciò che è oggi. Commenti, email e messaggi hanno arricchito il mio lavoro offrendo prospettive diverse, nuovi spunti di riflessione e nuove idee. E, mentre guardo avanti, non vedo l’ora di scoprire cosa mi riserveranno i prossimi dieci anni. Se ci arrivo. Intanto grazie, GRAZIE, a chi ha letto un articolo e si è riconosciuto in quelle parole, a chi ha lasciato un commento, a chi ha condiviso un post, a chi ha fatto parte di questa avventura anche solo per un istante. Questo anniversario non è solo mio: è nostro.
2 commenti
Buon compleblog!
Anch’io ho festeggiato i 10 anni… A dicembre scorso… Ma nel tempo il mio blog è rimasto puramente amatoriale. Per me è una grande passione e vedo, leggendo il tuo articolo, che in fondo il blogging non è affatto morto! :-)
Continua così!
Anche tu 10 anni! Complimenti, siamo proprio due temerarie del web! ;)