Quando parlo di un nuovo progetto con un cliente, ma anche con qualche collega, ultimamente c’è una domanda che mi fanno sempre più spesso. Ovvero se ha ancora senso investire in SEO dato che ormai Google risponde da solo prima ancora che qualcuno clicchi su un sito. La domanda è legittima e la risposta breve è sì, ma il modo in cui lavoro è inevitabilmente cambiato e vale la pena raccontartelo senza girarci intorno. Per questo adesso scopriamo insieme come funziona l’AI Overview di Google e cosa cambia per chi scrive contenuti SEO.
Cosa sono le AI Overview
Le AI Overview sono quei riquadri con risposta generata dall’intelligenza artificiale che Google ti mostra in cima ai risultati di ricerca prima dei link tradizionali. Sono nate negli Stati Uniti a maggio 2024, presentate durante la conferenza Google I/O e sono arrivate ufficialmente in Italia il 26 marzo 2025 insieme ad altri otto paesi europei. Il sistema si basa su un modello della famiglia Gemini e costruisce la risposta leggendo più fonti per poi mostrartela insieme a dei link per approfondire.
Google stesso, nel comunicato ufficiale dell’arrivo in Italia, ha detto che con questa funzione le persone usano la ricerca più spesso, sono più soddisfatte dei risultati e che questo crea nuove occasioni per scoprire siti che prima magari non avrebbero trovato. È la versione di Google ma il punto resta valido perché è proprio il comportamento di chi cerca che sta cambiando.
C’è però un’altra faccia della medaglia in cui uno studio sperimentale condotto da Indian School of Business e Carnegie Mellon University ha misurato un calo dei click organici del 38% quando le AI Overview sono presenti e un aumento delle ricerche a zero click, cioè senza nessun click su un sito, dal 54% al 72%. Ti dico anche che però in giro trovi numeri molto diversi tra loro su questo tema perché c’è chi parla di crolli di traffico ancora più marcati e chi di cali più contenuti. Nessuno di questi numeri è confermato in modo indipendente da Google quindi prendo lo studio con la base metodologica più solida e resto scettica sul resto. Fai lo stesso.
Quello che Google non ha mai detto chiaramente
Al momento Google non ha ancora pubblicato una guida ufficiale dettagliata su come farsi scegliere come fonte per una AI Overview. Tutto quello che si legge in giro, comprese le mie osservazioni, arriva dall’analisi di casi reali fatta da chi lavora in questo settore e non da regole confermate alla fonte. Per questo quando qualcuno ti promette la formula sicura per comparire nelle risposte IA prendila con le pinze. Preferisco dirti chiaramente cosa osservo distinguendo bene cosa è ragionevolmente affidabile da cosa è solo teoria.
Cosa sembra contare
Guardando tanti casi, insieme ad altre persone che fanno questo lavoro, alcune cose tornano con una certa costanza. I contenuti che rispondono in modo diretto a una domanda precisa, senza troppi giri di parole prima di arrivare al punto, sembrano avere più probabilità di essere ripresi. Anche una struttura chiara con titoli che seguono davvero il contenuto sotto e paragrafi brevi aiuta, probabilmente perché rende più facile per un sistema automatico isolare l’informazione utile.
Infine conta anche l’aggiornamento. Un articolo scritto tre anni fa e mai più toccato ha meno probabilità di un pezzo che viene rivisto quando cambia qualcosa nel tema che tratta. E conta, più di prima, dimostrare davvero competenza su quello che scrivi senza limitarti ad impilare parole chiave a caso.
Quello che conta meno di quanto si dice in giro
Prima di stravolgere una strategia intera per rincorrere le AI Overview vale la pena sapere che secondo diverse analisi che ho trovato questo tipo di risultato compare soprattutto per le ricerche informative, cioè quelle in cui una persona vuole capire qualcosa. Dall’altra parte, compare molto meno per le ricerche commerciali o transazionali, quelle in cui qualcuno sta già cercando un servizio da comprare o un professionista da contattare.
Questo significa una cosa pratica sia per il mio lavoro che probabilmente per il tuo. Se scrivi la pagina servizi del tuo sito, o la home page, il tema AI Overview conta relativamente poco perché chi arriva lì ha già deciso cosa cercare. Dove invece conta parecchio è nel blog, negli articoli che rispondono a una domanda che le persone si fanno prima ancora di sapere che esisti. È lì che vale la pena concentrare l’attenzione su questo fronte.
Come faccio a sapere se il mio sito viene usato come fonte dalla AI Overview di Google
La risposta più vera che al momento posso darti è con difficoltà. Search Console oggi include il traffico delle AI Overview dentro il tipo di ricerca “Web” del report Prestazioni senza una sezione separata dedicata, nonostante a settembre 2025 sia circolata per qualche ora la voce di un filtro apposito ma poi smentita direttamente da Google. Quindi non aspettarti un numero chiaro con scritto sopra “citazioni da AI Overview“.
Un modo pratico per farti un’idea senza strumenti a pagamento è cercare su Google una domanda a cui il tuo articolo risponde davvero, guardare se compare il riquadro dell’AI Overview e controllare se tra i link di approfondimento cita il tuo sito. Fallo con calma su qualche articolo del tuo blog che tratta un argomento preciso e non sulla home page per i motivi che ti ho spiegato sopra. Google ha anche una pagina ufficiale in inglese dedicata a come le AI Overview interagiscono con i siti, magari dagli un’occhiata perché può esserti utile.
Cosa è cambiato nel mio modo di scrivere
Non ho stravolto il mio lavoro ma ho aggiustato qualche abitudine. Adesso scrivo prima la risposta a una domanda nel testo invece di tenerla per la fine come si faceva spesso in passato per allungare l’articolo. Do più peso alla chiarezza dei titoli perché devono funzionare anche da soli e non solo dentro il contesto dell’articolo intero. Dedico molto più tempo a rileggere e aggiornare articoli vecchi invece di scriverne sempre di nuovi e lasciare indietro quello che ho già pubblicato.
Quello che non è cambiato è ancora la base di tutto. Un articolo scritto bene che risponde a una domanda reale con competenza vera resta il punto di partenza perché le AI Overview premiano quel tipo di contenuto, c’è poco altro da dire.
Conviene ancora scrivere per la SEO?
Sì, e te lo dico senza vendertela come una scelta obbligata per paura di restare indietro. Le AI Overview cambiano dove e come le persone incontrano un contenuto ma qualcuno deve pur scrivere le fonti da cui quelle risposte vengono costruite. Essere quella fonte, quando capita, porta comunque visibilità e autorevolezza anche se il click non arriva sempre.
Se gestisci un brand e ti stai chiedendo se vale ancora la pena investire in contenuti SEO in questo scenario la mia risposta è, e a quanto pare sarà ancora per un bel pò, che conviene farlo con più attenzione di prima e non di meno. Per capire dove concentrare gli sforzi nel tuo caso specifico ne possiamo parlare con il mio servizio di consulenza SEO 1:1.
Domande frequenti sulle AI Overview di Google
No. Cambiano dove le persone incontrano un contenuto ma quel contenuto qualcuno deve comunque scriverlo e deve essere scritto bene per essere scelto come fonte. La SEO resta la base, cambia solo dove si vede il risultato.
Sì, ma con la risposta diretta messa all’inizio e non più tenuta per la parte finale. Un articolo approfondito dimostra competenza vera, che è uno dei fattori più importanti, ma deve comunque dare valore a chi legge dal primo paragrafo e non solo a chi arriva fino in fondo.
Non sempre e non dovresti darlo per scontato senza controllare. Prima di attribuire un calo di traffico alle AI Overview verifica anche altre cause più comuni come un problema tecnico, un cambiamento nel posizionamento o un calo stagionale. Le AI Overview sono un fattore reale ma non l’unico possibile.
