Come iniziare a fare SEO nel tuo blog o sito web

by fashionsnobber
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Sei qui perché vuoi sapere come migliorare la visibilità del tuo blog o sito web ed ottenere più traffico vero? Bene, per conquistarti tutto questo devi iniziare a fare SEO nonostante ti possa sembrare un compito complesso e scoraggiante. Infatti ancora oggi la maggior parte delle persone pensa che la SEO sia difficile, richieda troppi tecnicismi, impegni troppo tempo e sia solo per sviluppatori esperti. In questa guida introduttiva alla SEO voglio sfatare tutti questi miti e spiegarti bene cos’è, a cosa serve, perché dovresti conoscerla e come puoi muovere i primi passi in questo mondo. Discuteremo insieme anche i benefici che porta la SEO e ti mostrerò alcuni esempi di strategie efficaci. Il tutto cercando di spiegartelo nel modo più semplice possibile e ricorrendo a pochi basilari termini tecnici così che anche chi si avvicina per la prima volta a questa disciplina possa capire bene di cosa si tratta.




Guida per principianti su come fare a muovere i primi passi nella SEO

Come iniziare a fare SEO nel tuo blog o sito web.

Prima di andare a scoprire tutto quello che devi sapere sulla SEO ci tengo a precisare fin da subito che se sei alla ricerca di risultati immediati, magari raggiungibili con pratiche obsolete o scorrette, qui non troverai quello di cui hai bisogno. Per quanto mi riguarda puoi affidarti ad un qualsiasi ciarlatano che ti promette la prima posizione su Google in un giorno. Poi quando tra un anno o due tornerai qui con un sito che non converte, o peggio, totalmente penalizzato dai motori di ricerca, ne riparliamo. La SEO è un’attività che porta ad arrendersi perché i risultati sono nel lungo periodo ma devi anche renderti conto che se non implementi un pò di questa materia nel tuo progetto di business online allora tanto vale che tu neanche sia presente nel web.

Cosa sono SEM, SEA E SEO

Il Search Enigme Marketing, meglio conosciuto con la forma abbreviata di SEM, sono tutte quelle attività che rientrano nel Digital Marketing con l’obiettivo di aumentare la visibilità di un sito web sui motori di ricerca. Lo possiamo suddividere in due aree di competenza:

  1. SEA: Il Search Engine Advertising consiste nel comprare spazi pubblicitari sui motori di ricerca per generare click al sito web.
  2. SEO: Il Search Engine Optimization è l’arte di posizionarsi il più in alto possibile nei risultati organici, quindi non a pagamento, dei motori di ricerca.

Cosa sono SEA e SEO.

Cosa è la SEO

La SEO (forma abbreviata di “Search Engine optimization“), meglio conosciuta come ottimizzazione dei motori di ricerca, è un processo che può aiutare a migliorare la visibilità del tuo blog o sito web online. In parole spicce è una strategia di marketing a lungo termine che viene impiegata per fare in modo che i contenuti e il sito web stesso appaiano nelle pagine dei risultati dei motori di ricerca, chiamate SERP. E’ quindi un lavoro di miglioramento sia del posizionamento che della visibilità online del tuo spazio web.

Inoltre la SEO rientra nell’Inbound marketing. Ossia quella metodologia di business che si focalizza sull’attirare i clienti, o potenziali tali, creando contenuti interessanti, di qualità e valore, capaci di risolvere i loro dubbi e problemi.

Ne consegue che non sei più tu che vai a bussare alla porta dei tuoi clienti, come ad esempio accade con la pubblicità in tv, ma sono loro a venire da te. Per far si che questo accada però il tuo progetto deve in primis ascoltare e conoscere bene i bisogni del tuo pubblico di riferimento (target) e successivamente risolvere i loro problemi in modo da poterli soddisfare fornendoli delle soluzioni.

A cosa serve l’ottimizzazione dei motori di ricerca

Lo scopo di fare SEO nel tuo blog o sito web deve essere quello di permettere agli utenti che stanno cercando il tuo sito, la tua attività o i tuoi prodotti, di trovarti facilmente attraverso le pagine dei risultati di ricerca. In poche parole la SEO serve per accogliere nel migliore dei modi i tuoi potenziali clienti nel tuo spazio online. Mi spiego meglio.

Mettiamo che tu abbia un sito web con un blog di moda e vorresti aumentare le visite gratuitamente, quindi senza ricorrere alle pubblicità a pagamento, per poi cominciare a guadagnare ad esempio con le affiliazioni, dei servizi che offri o vendendo prodotti. Per fare in modo che sempre più utenti ti trovino e vengano da te devi necessariamente apparire tra le prime pagine dei risultati nei motori di ricerca perché se non ci sei è ovvio che andranno da chi sarà più facilmente reperibile. Ed è qui che entra in gioco la SEO.

Utilizzando sane pratiche SEO qualsiasi tipo di business online può migliorare il proprio posizionamento nel web.

Il che significa avere più probabilità di essere notato e visto da utenti in target. Se questo non avviene non potrai mai pensare, ne sperare, di incrementare o raggiungere qualsiasi obiettivo tu abbia in mente con la tua presenza online.

Come funziona la SEO

SEO tecnica, SEO on-page e SEO off-page.

Per fare in modo che tu sia facilmente visibile su internet la SEO interviene apportando miglioramenti alla struttura di un sito web per renderlo più rilevante agli occhi dei motori di ricerca. Questo processo avviene in tre fasi:

  1. Technical SEO: Attività di ottimizzazione dei fattori tecnici di un sito web come i dati strutturati e la velocità di caricamento delle pagine.
  2. On-page SEO: Procedura di miglioramento dei contenuti di un sito web. Dalla struttura agli elementi che li compongono per aiutare i motori di ricerca a capirli e classificarli più facilmente.
  3. Off-page SEO: Processo di ottimizzazione con tutte quelle attività svolte al di fuori del sito web al fine di aumentarne l’autorità e la reputazione.

Fin qui si deduce chiaramente che la SEO è legata ad un buon funzionamento del tuo sito web. Niente di cosi inavvicinabile come si possa pensare.

Perché è importante l’ottimizzazione dei motori di ricerca

Potrei stare qui a disquisire per ore sul perché ritengo che al giorno d’oggi sapere come fare SEO nel tuo blog o sito web sia fondamentale ma mi limiterò a darti i più importanti principali benefici che puoi trarne.

  • Attrae nuovi potenziali clienti. Ti mette di fronte il tuo cliente ideale e chi sta cercando esattamente i tuoi prodotti o servizi.
  • Aumenta il traffico in entrata. Migliorando la tua posizione nelle pagine dei risultati ottieni più traffico organico gratuito al tuo sito web. Di conseguenza puoi aumentare le tue vendite.
  • Migliora la consapevolezza e la reputazione del tuo brand. Posizionandoti con contenuti mirati relativi al tuo business puoi impattare positivamente sulla popolarità del tuo progetto che, crescendo nel tempo, ti darà grandi benefici in termini di brand.
  • I risultati sono costanti e duraturi nel tempo. E’ un investimento sul lungo periodo con un’efficenza di risultati continuativi. Infatti, una volta che cominci a fare SEO, non ha bisogno della tua costante attività giornaliera perché i motori di ricerca continuano automaticamente a mandarti traffico su ogni contenuto che hai pubblicato.

Infine aggiungerei anche il fatto che la SEO è democratica e meritocratica. Infatti non puoi pensare di acquistare i nessun modo quello che gli utenti pensano di te. Di fatto il traffico organico dai motori di ricerca arriva da solo e, di conseguenza, se si trova bene tornerà da solo.

Falsi miti della SEO

Sono attiva sul web dal 2006 e anche se mi sono avvicinata a questa disciplina più avanti credimi quando ti dico che in tutti questi anni ho letto e visto veramente di tutto per quanto riguarda metodi e strategie su come fare SEO.

In primis mi si accappona la pelle quando pseudo guru SEO dichiarano che per posizionarsi su Google occorre infilare parole chiave a go go nei contenuti. Ti svelo un segreto, è una pratica che si usava secoli fa e, detto tra noi, oggi non performa più ed è soggetta a penalizzazioni. La SEO non riguarda solo le parole chiave, va ben oltre.

Stessa cosa per chi millanta effetti immediati. I risultati SEO si vedono nel tempo, non puoi sapere quanto ci metterai a posizionarti. Può essere tra 6 mesi come un anno. E no, il traffico per arrivare nelle prime posizioni non si compra come i follower o i like sui social network.

Quando iniziare ad ottimizzare il proprio sito web

Se arrivati a questo punto ti stai ancora chiedendo quando dovresti iniziare ad ottimizzare in ottica SEO il tuo blog o sito web la risposta una sola: subito! Sia che tu voglia mettere online il tuo progetto ora, tra un anno o che tu l’abbia già fatto. Al contrario, se pensi di chiudere entro un anno allora ti consiglio di non investirci del tempo perché la SEO per essere efficace ha bisogno del suo tempo.

Si può fare SEO da soli?

Per quanto mi riguarda in buona parte si. Certo è che devi avere una buona dimestichezza nel gestire un sito web, devi essere una persona versatile a cui piace fare ed imparare tante cose mantenendosi sempre aggiornata. La SEO non è per tutti, questo va detto, e deve piacerti quantomeno interessarti la materia altrimenti abbandonerai tutto dopo poco. Ma ti assicuro che sembra più difficile di quello che è. Anzi dopo le prime volte cominceranno a diventarti attività meccaniche a cui presterai attenzione senza neanche accorgertene. E’ un processo che una volta imparato diventa automatico e facile da seguire. Ce l’ho fatta io perché non dovresti farcela tu?

Come iniziare subito a fare SEO nel proprio blog o sito web

Come iniziare subito a fare SEO nel tuo blog o sito web.

Finora ho cercato di rispondere alle domande più comuni che mi vengono poste durante le mie consulenze SEO per fare un quadro generale sull’argomento con un pò di teoria. A questo punto possiamo entrare nel dettaglio e scoprire insieme come iniziare a fare SEO nel tuo blog o sito web.

1. Lavora sulla tua strategia di marketing

La prima cosa che devi fare per cominciare a fare SEO è lavorare sulla tua strategia di marketing. Ovvero conoscere esattamente la tua target audience, ossia il tuo pubblico di destinazione, e soprattutto di cosa ha bisogno. Il che consiste nel capire come funziona l’algoritmo dei motori di ricerca senza dimenticarti che il tuo obiettivo è lo stesso. Soddisfare le esigenze di chi sta cercando qualcosa e, di conseguenza, del tuo potenziale cliente. In sostanza devi mettere ben a fuoco il tuo progetto ed il suo intento di ricerca. Non puoi fare una giusta analisi se non conosci il settore a cui ti rivolgi ed il tipo di prodotto che desidera e gli serve. Per capire fino in fondo la SEO e soprattutto cosa cerca il tuo utente ideale devi quindi sapere come funziona un motore di ricerca.

Per approfondire leggi: Come individuare la target audience del tuo blog.

Come funziona un motore di ricerca

Come funziona un motore di ricerca.

Quando chiunque di noi accede ad un motore di ricerca solitamente gli chiede un qualcosa. Ti faccio un esempio.

Sei qui perché molto probabilmente hai digitato su Google “come fare SEO” o hai utilizzato parole simili.

In questo modo hai chiesto a Google di interpretare la tua ricerca utente, chiamata query, e di tutta risposta ha analizzato un insieme di dati che gli ha permesso di classificare, raccogliere e selezionare tutti quei risultati che ha ritenuto più rilevanti nel rispondere al tuo intento di ricerca, o intento di query.

Per fare questo si è avvalso dei Googlebot, ossia i crawler (comodamente chiamati anche “Spider” o “robottini di Google” come piace a me), che hanno il compito di scandagliare il web alla ricerca di contenuti. La pagina che ti ha aperto con tutti i risultati in ordine è la famosa SERP (Search Engine Result Page). Per valutare le pagine web, assegnandoli così una posizione nella SERP, il motore di ricerca si basa su un algoritmo che segue diversi fattori SEO alcuni dei quali conosciuti ed altri totalmente ignoti.

Cosa è la SERP di un motore di ricerca.

A cosa serve sapere come funziona un motore di ricerca

Ti serve perché sono proprio le query utilizzate dagli utenti a cui vuoi arrivare che ti aiutano a capire il loro intento di ricerca per fornirgli esattamente quello di cui hanno bisogno e portarli da te. E siccome è proprio il motore di ricerca a suggerirgli le risorse migliori devi dimostrare ai robottini di Google che il tuo contenuto vale così tanto da rientrare in quella lista. Possibilmente almeno tra le prime 2 pagine. Si, perché siamo onesti, quante volte siamo andati oltre la seconda pagina? Poche, se non nessuna. Se non abbiamo trovato quello che ci interessa nelle prime due molto probabilmente abbiamo fatto una nuova ricerca digitando delle parole diverse.

2. Fai una ricerca di parole chiave efficace

Parole chiave e intento di ricerca.

E’ a questo punto che entrano in gioco le parole chiave con le quali vuoi posizionarti nel web e con cui imboccare i motori di ricerca per farli capire di cosa tratti e a chi farti vedere. Per cominciare a fare SEO come si deve devi sapere che le parole chiave, o keywords, non sono tutte uguali ed hanno intenti di ricerca ben diversi. Nello specifico ci sono quelle con intento informativo, navigazionale e transazionale.

  • Informativo: E’ una parola chiave generica utilizzata quando un utente vuole approfondire un argomento, probabilmente per imparare qualcosa, e non è ancora pronto ad acquistarne il prodotto o il servizio. Ad esempio “come fare SEO nel 2022“.
  • Navigazionale: Parola chiave utilizzata quando un utente cerca uno specifico sito web che già conosce. Nel mio caso un utente che mi conosce digita direttamente su Google “Fashion Snobber“.
  • Transazionale: Parola chiave utilizzata quando un utente cerca un determinato prodotto o servizio per effettuarne l’acquisto. Ad esempio “consulenza SEO” oppure “acquisto di una consulenza SEO“. Può essere anche più mirata facendo riferimento ad un sito che già conosce e sa che vende quel prodotto o servizio come “consulenza SEO di Fashion Snobber“.

L’obiettivo primario dei motori di ricerca è proprio quello di soddisfare il più possibile l’intento di ricerca degli utenti. Se le tue pagine web non li soddisfano non verranno classificate nella SERP.

Le parole chiave a coda lunga

Oltre all’intento di ricerca devi valutare bene se affidarti alle short-tail keywords (parole chiave a coda corta) oppure alle long-tail keywords (parole chiave a coda lunga).

Una parola chiave a coda corta è formata da una o due parole che indicano l’argomento con un intento di ricerca generico. Ad esempio “SEO“. Queste keywords hanno un volume di ricerca molto elevato ma anche molta concorrenza e quindi utilizzandole, soprattutto all’inizio, molto difficilmente ti puoi posizionare tra le prime pagine della SERP.

Una parola chiave a coda lunga è invece formata dalle 4 alle 7 parole e tocca un argomento con intento di ricerca più specifico. Questa tipologia di parole chiave non sono da sottovalutare perché sempre più utenti utilizzano query conversazionali ponendo ai motori di ricerca delle vere e proprie domande. Ad esempio “Come iniziare a fare SEO nel 2022“. Le parole chiave a coda lunga hanno volumi di ricerca più bassi ma minor concorrenza. Servono per attirare chi ancora non ci conosce ma sta cercando una possibile soluzione a cui noi potremmo essergli utile. Capisci bene che diventa quindi più facile e fattibile riuscire a posizionarsi nei primi risultati della SERP.

 !  Una buona strategia SEO è quella di partire da una nicchia per poi aspirare a posizionarsi anche con la keyword generale.

Analizza la concorrenza

Conoscere l’intento di ricerca e quale tipologia di keyword utilizzare non ti basterà a rendere efficace la tua ricerca di parole chiave. Prenditi del tempo per studiare anche i punti di forza ed eventuali debolezze dei tuoi concorrenti che si posizionano nella prima pagina del motore di ricerca. Valuta cosa stanno facendo bene e quali contenuti offrono che tu invece stai tralasciando. Come sono strutturati? Quanto sono autorevoli e popolari? Cosa gli manca? Come puoi farli meglio? In base a questo crea contenuti migliori che diano ulteriori informazioni utili. Potresti “soffiargli” così la posizione.

 !  I tuoi concorrenti non sono solo quelli con il tuo stesso modello di business ma anche quelli che competono con le tue stesse parole chiave pur offrendo contenuti, prodotti e servizi diversi dai tuoi.

Come fare una ricerca di parole chiave efficace

Ricapitolando, da quanto detto finora i motori di ricerca analizzano il contenuto delle nostre pagine web cercando di intuirne l’argomento principale e fornendo all’utente i risultati migliori. Inserire le giuste parole chiave in una pagina è quindi indispensabile ma ovviamente vanno scelte con molta attenzione e usate con intelligenza. E’ corretto che una pagina web contenga la keyword ed i suoi sinonimi ma questo deve avvenire rigorosamente senza forzature e soprattutto senza esagerare. Come già accennato in precedenza i testi studiati intorno al vecchio concetto di keyword density oggi non performano più.

Per fare una corretta ricerca di keyword, o keyword research, oltre a conoscere l’argomento principale del tuo sito web, sapere cosa offri ai tuoi utenti e qual è il target a cui ti rivolgi devi arrivare a chiederti cosa cercano i tuoi potenziali clienti e visitatori. Solo in questo modo la ricerca ti permette di comprendere quali sono le frasi che digitano nei motori di ricerca per arrivare ai tuoi prodotti o servizi.

Nella pratica puoi aiutarti a cercare le parole chiave con tantissimi strumenti che fortunatamente puoi utilizzare comodamente online e di cui parleremo nel prossimo step.

Per approfondire meglio leggi l’articolo dedicato su come fare una keyword research per il tuo blog.

3. Aiutati con gli strumenti del mestiere

Prima di presentarti gli strumenti indispensabili per cominciare a fare SEO nel tuo blog o sito web ci tengo molto a precisare un paio di cose.

In primis usa sempre il buon senso e la testa. Affidati a loro con la consapevolezza che non sono esseri umani come invece lo è chi ti legge. Infatti, pur aiutandoti egregiamente nell’individuare tutte le parole chiave correlate e più pertinenti, si basano su volumi di ricerca inerenti alla parola fine a se stessa. Non sanno assolutamente il significato reale di quel termine e soprattutto perché ti potrebbe servire per il tuo progetto.

In secondo luogo non ti ci ammalare a controllarli ogni tre per due e non basarti totalmente su quello che ti dicono. Sono stime utili nell’indirizzarti e vedere come sta andando il tuo lavoro ma fare una buona SEO non è affidarsi solo ai tool. Crea, condividi, pensa e scrivi prima per le persone poi per i motori di ricerca. Immedesimati nel tuo cliente ideale, solo così hai la certezza di andare a fornirgli quello di cui ha veramente bisogno e che sta cercando. E questo non può farlo per te nessuno strumento computerizzato.

Migliori strumenti per iniziare a fare SEO da soli

In ordine alfabetico per non fare torto a nessuno.

1. Answer the Public

Tool per ricerca di parole chiave: Answer the Public.

Con Answer the Public individui tutte le principali domande che ruotano intorno ad un determinato argomento. In questo modo ti fai un quadro generale su cosa cercano maggiormente in rete gli utenti interessati a quel topic e come puoi offrigli contenuti di loro interesse. Ti basta inserire la parola chiave secca, selezionare il Paese e la lingua, per ricevere subito un grafico a spirale in cui trovare tantissime idee su come creare contenuti per arrivare al tuo pubblico di riferimento.

Guarda l’esempio per la parola chiave secca “SEO“:

Ricerca di parole chiave e correlate per SEO.

2. Correlate di Google

Correlate di Google per parola chiave SEO.

La ricerca delle correlate di Google è una funzione che ti da automaticamente il motore di ricerca stesso. Infatti se scorri in basso alla prima pagina della SERP trovi proprio la voce “Ricerche correlate“. Questa sezione ti consente così di individuare cos’altro cercano online le persone interessate a quell’argomento.

Stessa cosa per i suggerimenti Google. Avrai sicuramente notato che quando cominci a digitare qualcosa sul motore di ricerca in automatico ti apre una tendina che ti mostra dei suggerimenti tra i più cercati su quell’argomento. Utile no?

Suggerimenti Google per parola chiave SEO.

3. Google Analytics

La più diffusa piattaforma gratuita per il monitoraggio delle performance di un blog o sito web. Google Analytics è fondamentale per iniziare con una buona strategia di digital marketing e SEO. Attraverso un codice univoco che ti viene dato al momento in cui registri il tuo progetto, e che devi installare nel tuo sito web, parte il tracciamento. In questo modo Google Analytics registra come si comporta e cosa fa un utente quando visita il tuo spazio web. Potrai quindi vedere, sotto forma di report, il tempo di permanenza, la frequenza di rimbalzo, le pagine più visitate e quali meno, le sessioni uniche per utente, il target, ecc. Tutti dati importantissimi per capire e valutare cosa funziona e cosa puoi invece migliorare.

Per maggiori informazioni leggi: Come iniziare ad utilizzare Google Analytics.

4. Google PageSpeed Insights

Google PageSpeed Insights per testare velocità di un sito web.

Uno dei tanti fattori da tenere sotto controllo per migliorare la posizione nelle SERP è quello della velocità di caricamento di un sito web sia in versione desktop che mobile. PageSpeed Insights di Google serve proprio per analizzare le prestazioni del tuo progetto e mostrarti tutti i vari parametri che identificano cosa sta rallentando il sito e, di conseguenza, come risolvere eventuali problemi.

5. Google Search Console

Un’altra piattaforma gratuita che ci mette a disposizione Google. Lo scopo principale di Search Console è quello di monitorare le prestazioni del tuo sito web controllando lo stato dell’indicizzazione. Puoi quindi ottenere tutte quelle informazioni necessarie che ti permetteranno di capire cosa funziona correttamente e cosa devi sistemare per ottimizzare al meglio la visibilità sui motori di ricerca. Dall’analisi all’invio della sitemap fino alle classiche pagine di errore 404. Uno degli strumenti più utili e importanti per iniziare a fare SEO sul serio.

Per maggiori informazioni leggi: Guida introduttiva a Google Search Console.

Google Trends parola chiave SEO.

Un altro strumento per parole chiave che hai a disposizione gratuitamente è Google Trends. Qui puoi analizzare una keyword ottenendo un’analisi completa sulle sue tendenze temporali e geografiche. Oltre che tutti gli argomenti correlati e le query associate.

7. Screaming Frog

Screaming Frog: strumento per analizzare i problemi tecnici di un sito web.

Strumento disponibile sia in versione gratuita che a pagamento indispensabile nell’aiutarci ad analizzare tutti i problemi tecnici di un sito web. Con Screaming Frog puoi fare facilmente una SEO Audit tecnica efficace individuando tutte le problematiche da risolvere del tuo progetto online.

8. SEOZoom

Programmi per fare SEO da soli: SEOZoom.

Definito come il paradiso degli scrittori del web e annessi blogger SEOZoom è il mio strumento preferito per analizzare, confrontare i competitor, monitorare, ottimizzare e potenziare un progetto online. Intuitivo e semplice da usare ti apre tutto un altro mondo su come fare SEO da soli nel proprio blog o sito web.

Per approfondire leggi: Migliori strumenti per creare e gestire un blog o sito web.

4. Analizza il tuo sito web con la SEO Audit

Come fare una SEO Audit nel tuo blog o sito web.

Ora che hai chiaro l’obiettivo da raggiungere ed hai in mano i principali strumenti del mestiere puoi iniziare a fare SEO partendo dall’analisi generale, SEO Audit, del tuo sito web. Devi verificare che tutti i principali aspetti tecnici non abbiano errori e siano ottimizzati al meglio per i motori di ricerca.

Cosa controllare con una SEO Audit

  • Indicizzazione del sito. Verificare che il file sitemap.xml sia correttamente inviato e leggibile ai motori di ricerca, non ci siano pagine di errore (404, 500, 503, ecc.) o altre segnalazioni. Controllare anche la velocità di caricamento delle pagine.
  • Certificato SSL. Il sito ha un certificato SSL per una connessione sicura? E’ in http o https?
  • Valore delle pagine web. Scoprire il ranking delle pagine, cioè dove e come si posizionano nei motori di ricerca.
  • Link profile. Capire come viene gestito il linking sia interno (collegamenti tramite link interni al sito) che esterno (collegamenti link che dall’esterno portano al tuo spazio web).
  • Flussi di navigazione e comportamento degli utenti. Guardare cosa fanno, come si muovono e il tempo di permanenza degli utenti quando sono all’interno del tuo blog o sito web.
  • Paole chiave. Individuare quali sono le keywords con le quali ti posizioni meglio e quali ti generano più traffico di utenti in target.
  • Contenuti. Che tipo di contenuti sono presenti? Sono ben organizzati? Sono redatti in ottica SEO?

Tutti questi controlli ti permettono di avere un quadro generale su come il tuo progetto viene scansionato dai robottini dei motori di ricerca. Da adesso in poi gli step successivi vanno semplicemente a correggere eventuali errori ottimizzando tutto quello che hai fatto finora.

5. Sistema la parte tecnica del sito: technical SEO

Come fare technical SEO nel tuo blog o sito web.

Se dalla SEO Audit hai rilevato degli errori tecnici che non permettono una corretta indicizzazione e scansione delle tue pagine web è il momento di intervenire. A seguire trovi tutti quegli aspetti tecnici che hanno un forte impatto sia sull’esperienza utente che sul ranking SEO ed influiscono direttamente sul posizionamento di un blog o sito web.

Come ottimizzare la parte tecnica di un sito

  • Canonicalizzazione: Selezionare quali pagine e URL sono prioritari per evitare la duplicazione dei contenuti su URL differenti. In caso procedere con l’opportuno inserimento del canonical tag.
  • Certificato SSL: Se il sito è ancora in http si consiglia l’attivazione di un certificato SSL per portarlo in https.
  • Dati strutturati: Aggiunta e controllo delle meta-informazioni inserite nel codice HTML di una pagina. Forniscono dati aggiuntivi ai motori di ricerca per classificare meglio il contenuto e non sono visibili agli utenti.
  • Hreflang: Soprattutto in caso di sito multilingue è fondamentale che il tag hreflang sia correttamente implementato ed utilizzato.
  • Hosting e server: Valutare se è il caso di cambiarlo o aumentare le sue performance passando ad un piano maggiore.
  • Link rotti: Quando sono presenti dei link rotti e non funzionanti bisogna correggerli, eliminarli o reindirizzarli (301 o 302).
  • Pagine di errore: Le pagine che non esistono più e restituiscono un errore 404 vanno gestite con un reindirizzamento (redirect) permanente (301) o temporaneo (302).
  • Sitemap e robots.txt: File che devono essere correttamente compilati ed inviati ai motori di ricerca.
  • Template responsive: Il tema grafico del sito è altamente performante? Il rendering è ottimizzato anche per la versione mobile? Se non lo è valutare di cambiarlo, sostituirlo o modificarlo.
  • Velocità di caricamento delle pagine: Una pagina lenta con tempi di caricamento troppo lunghi aumenta la frequenza di rimbalzo, riduce i tassi di conversione e il tempo di permanenza dell’utente. Aiutati con Google PageSpeed Insights e velocizza il tuo spazio web apportando le dovute migliorie.

6. Ottimizza i contenuti con la SEO on-page

Come fare SEO on-page nel tuo blog o sito web.

Questa è la parte che all’inizio richiede più tempo in base a quanti contenuti devi riprendere in mano. Successivamente saranno tutte cose che ti verranno in automatico quando ne creerai di nuovi. Fare SEO on-page su una pagina web significa concentrarsi su tutti gli elementi che la compongono senza tralasciare niente. Per alcuni aspetti all’inizio può essere un lavoro certosino ma è un processo che, se fatto bene, ti aiuta tantissimo a rendere quel contenuto più visibile nelle SERP. In pratica sono delle piccole tattiche che ti fanno ottenere più traffico organico.

Come ottimizzare i contenuti con la SEO semantica

  • Categorie: Aggiungere, eliminare o modificare le categorie in modo che siano coerenti e centrate con l’argomento del progetto online.
  • Contenuti: Costantemente aggiornati e di alta qualità.
  • Formattazione del testo: Scelta di un font facilmente leggibile, utilizzo sensato di corsivo e grassetto, titoli (H1) e sottotitoli (H2, H3, H4 ecc.) impostati con criterio, utilizzo di elenchi e/o citazioni quando necessario.
  • Immagini: Ottimizzate alleggerendole il più possibile, dargli un nome concreto inerente all’argomento che riportano e un testo alternativo (tag alt) altrettanto sensato.
  • Link interni: Controllare che tutti gli anchor text siano funzionanti e rimandino a pagine, sia interne che esterne al sito, veramente utili ad aggiungere valore al contenuto.
  • Menu: Ben strutturato e in ordine contenente tutte le voci più importanti per far capire subito all’utente chi siamo, cosa facciamo, come contattarci.
  • Meta description e tag title: Aiuta i motori di ricerca a capire di cosa tratta il tuo contenuto con una meta description e un titolo accattivanti, chiari, onesti e che non traggano in inganno.
  • Parole chiave e loro sinonimi: Inserite nei punti giusti (titolo, immagine, testo, meta description, URL, ecc.) ma senza esagerare. Per l’utente la lettura del testo deve sempre essere chiara, fluida e semplice. Senza forzature o frasi difficili da comprendere.
  • Tag: Pochi ma buoni e che non siano MAI uguali al nome di una categoria.
  • URL: Il più possibile chiari, puliti e ovviamente SEO friendly.

Per approfondire leggi: Come scrivere SEO: 10 dritte per pubblicare subito un testo efficace.

7. Aumenta l’autorevolezza del tuo sito con la SEO off-page

Come fare SEO off-page nel tuo blog o sito web.

Una volta che hai migliorato le performance tecniche del tuo progetto ed hai ottimizzato tutti i suoi contenuti puoi passare a fare SEO off-page. Cioè tutte quelle pratiche utili ad aumentare la popolarità del tuo brand o business online agli occhi dei motori di ricerca. Come noterai sono tutte attività di coinvolgimento e relazioni svolte al di fuori del tuo sito. Eppure, per quanto possa sembrare strano, forniscono ai motori di ricerca indicazioni importanti su come gli utenti percepiscono uno specifico prodotto, servizio o spazio online. Ecco perché continuo a ripeterti l’importanza di creare contenuti di alta qualità e valore. Solo in questo modo puoi ricevere feedback positivi.

Come aumentare l’autorevolezza e la popolarità di un sito con la SEO off-page

  • Content marketing: Creazione e distribuzione di contenuti pertinenti per acquisire, attrarre e coinvolgere un’audience chiara e definita al fine di guidarli verso un’azione specifica.
  • Guest post: Pubblicare contenuti su altri spazi web è una pratica molto utilizzata per assicurarsi un backlink da un altro sito.
  • Forum: Partecipando o ricevendo delle menzioni in una comunità di utenti, che magari la pensa anche nello stesso modo, aiuta a far crescere e migliorare sia la popolarità che la reputazione di un progetto.
  • Link building: Significa essere linkato da altri siti. Meglio se hanno un Domain Authority più alto del tuo.
  • Local SEO: Geolocalizzare la tua attività può migliorarne ulteriormente la visibilità.
  • Recensioni: Il potere di una recensione lo conosciamo tutti.
  • Social media marketing: Essere presenti sui social ed avere molte condivisioni e interazioni nei propri contenuti può sembrare irrilevante ai fini SEO ma invece aiuta tantissimo per apparire ancora meglio agli occhi dei motori di ricerca.

 !  Domain Authority: Il valore dato al nostro sito dai motori di ricerca. Va da 0 a 100 e viene calcolato nel tempo anche tramite i link da altri siti che rimandano a noi. Più sono link di qualità più ci daranno un punteggio in positivo.

8. Content strategy nel lungo periodo

Il tuo blog, nonché sito web, adesso non dovrebbe più avere molti problemi quindi, se hai fatto un buon lavoro di SEO, tra qualche mese comincerai a vedere i primi risultati.

E adesso che si fa?

Adesso ti concentri nel creare contenuti in modo strategico. Il blog non va concepito solo come un semplice diario online ma deve essere fatto in modo da mettere le basi per poterlo gestire come una vera e propria azienda. Sono innumerevoli le fonti di guadagno che può dare così come le figure professionali che può far emergere. Sapendo qual è il tuo obiettivo, conoscendo il tuo target ed i suoi bisogni crea contenuti importanti che li aiutino. Proponi soluzioni, risolvigli dei problemi. Solo in questo modo li convertirai facendoli diventare non più potenziali clienti ma clienti veri e propri disposti a pagare per il tuo prodotto o servizio. Perché si fidano di te, del tuo progetto, del tuo contenuto.

Per approfondire leggi: Come guadagnare con un blog.

9. Conversion rate e web marketing

Come si calcola il tasso di conversione di un sito web.

Purtroppo no, mi spiace dirtelo, ma non è ancora finita. Perché ora che hai in mano un progetto che comincia a performare e portarti traffico importante devi conoscere anche la conversion rate. Cioè il tasso di conversione per capire quante persone devono visitare il tuo sito ogni giorno/mese per ottenere X o Y. Spiegato con parole semplici è il rapporto tra le persone nel sito e quante di queste compiono un’azione che tu vuoi fargli compiere. Può essere quella di effettuare un acquisto, compilare un form, iscriversi alla newsletter, scaricare qualcosa, visitare una determinata pagina, o un’altra qualsiasi azione misurabile. Conoscere la tua conversion rate è utile per comprendere l’andamento di una campagna di marketing verificando se le persone rispondono bene a ciò che stai offrendo. Va da se che per far crescere il tuo business online le persone devono necessariamente convertire.

Come si calcola il tasso di conversione

E’ molto semplice. La formula è (numero di conversioni / visitatori unici) x 100. In questo modo ottieni la percentuale di persone che hanno risposto positivamente alla call to action che hai richiesto.

Ma, lasciatelo dire, puoi evitare di calcolarlo manualmente tanto è una metrica presente su Google Analytics che ti semplifica assai tutto il processo.

10. Controlla le metriche

Quali sono le metriche da tenere sotto controllo in un sito web.

Infine, (dai che ci siamo, per oggi, forse, ti ho detto tutto) l’ultimo step è quello di controllare periodicamente tutte le metriche e la reportistica di come sta procedendo il tuo operato. Infatti ci sono alcuni elementi chiave che ci fanno capire ulteriormente cosa puoi migliorare via via che il tuo progetto cresce, si posiziona, converte ecc. Niente panico, anche in questo caso sono tutte metriche che ti fornisce Google Analytics:

  • Pagine di destinazione;
  • Pagine di uscita;
  • Tempo di permanenza;
  • Indice di rimbalzo.

Iniziare a fare SEO con la consapevolezza che quando un sito lavora bene può portarci solo lati positivi è il primo passo verso il successo del nostro business online. E’ vero, l’ottimizzazione per i motori di ricerca parte piano, ma va lontano e soprattutto è sempre in costante crescita nel tempo.

Buon lavoro!

Cosa posso fare per te

Blogger dal 2006 dal 2015 mi sono specializzata in SEO Copywriter e oggi aiuto anche i progetti di piccole aziende e privati ad essere visibili sui motori di ricerca. Mi sono profondamente innamorata della SEO on-page, in buona parte anche di quella tecnica, di cui cerco sempre di condividere tutto quello che imparo, scopro e testo quotidianamente. Mi diverto a giocare con i crawler di Google e il blog di Fashion Snobber è in costante crescita con diversi contenuti negli snippet in primo piano e altrettanti posizionati tra i primi 8 risultati della SERP. Nello specifico posso esserti utile come:

  • Consulente SEO: Dalla SEO Audit al definire una strategia per migliorare il posizionamento del tuo blog o sito web.
  • Correttore di bozze: Correggo la bozza di un qualsiasi testo al fine di migliorarlo dal punto di vista SEO.
  • SEO Copywriter: Scrittura ex novo di articoli originali e di qualità considerati “Google friendly” e “SEO oriented” per migliorare la tua visibilità web. Possono essere informativi, pubblicitari, recensioni, ecc. da pubblicare nel tuo (con mia personale firma e link) sito internet o nel mio blog personale.

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